sabato , 19 settembre 2020
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Premio Amico dei Bambini: De Zerbi e Locatelli insigniti del riconoscimento

Roberto De Zerbi e Manuel Locatelli sono stati insigniti del Premio Amico dei Bambini… un esempio per loro 2010, rispettivamente nella categoria di Allenatore Professionista e Giocatore Professionista. Il nostro inviato Samuel Tafesse ha raccolto le loro dichiarazioni nell’evento organizzato dalla U.S. Aldini Bariviera, intervistati da Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni.

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Locatelli: “A Sassuolo il miglior momento della mia carriera”

Locatelli ha avuto dei momenti difficili col Milan, ma in Emilia è rinato: “Col Milan ho avuto momenti incredibili, indimenticabili, che porterò sempre nel cuore. Ho avuto delle pressioni, delle difficoltà. Ho fatto fatica a gestirle. Sassuolo è una realtà bellissima, dove sto vivendo il momento migliore della mia carriera. E sono felice così.

La posizione in campo non è un problema: “Io posso giocare in tante posizioni. Il mister mi ha aiutato tanto, mi ha fatto crescere. Abbiamo anche litigato e discusso, ma è giusto così e spero di continuare così”.

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Infine un riferimento alla Nazionale: “La Nazionale è il sogno di ogni bambino e io ce l’ho nel cassetto. Voglio rimanere coi piedi per terra, senza fare troppi viaggi mentali. Ho imparato a non dare nulla per scontato e a dare il meglio a Sassuolo. In Italia ci sono tanti giovani centrocampisti, tanti bravi giocatori. Il mister farà la sue scelte”.

De Zerbi: “Abbiamo un’idea di gioco forte”

Poi ha parlato anche Roberto De Zerbi, che è partito proprio dalle ultime battute di Manuel:Locatelli ci pensa alla Nazionale. Io spero che ci vada. Mi interessa molto essere importante per la crescita dei giocatori, specie giovani. Uno dei miei compiti è far crescere loro”.

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Poi della sua idea di gioco: “Abbiamo un’idea forte, una convinzione di gioco forte. Questo rispecchia il mio carattere. Io faccio il mio lavoro divertendomi e sperando di fare il meglio. Sulla bilancia bisogna mettere vantaggi e svantaggi, ma al di là di tutto la qualità dei calciatori paga sempre e fa la differenza”.

Poi ha fatto un riferimento alla possibilità di allenare una squadra di fascia alta: Io non se uno possa mai definirsi pronto per una squadra top. A 33 anni allenavo in serie B, a 34 in C a Foggia e a 37 in A, dove sono al quarto anno. Non so se si può mai definirsi pronti. Bisogna fare il proprio lavoro con passione, cercando di essere coerenti con se stessi”.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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