giovedì , 22 Febbraio 2024

Premio Amico dei Bambini: De Zerbi e Locatelli insigniti del riconoscimento

Roberto De Zerbi e Manuel Locatelli sono stati insigniti del Premio Amico dei Bambini… un esempio per loro 2010, rispettivamente nella categoria di Allenatore Professionista e Giocatore Professionista. Il nostro inviato Samuel Tafesse ha raccolto le loro dichiarazioni nell’evento organizzato dalla U.S. Aldini Bariviera, intervistati da Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni.

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Locatelli: “A Sassuolo il miglior momento della mia carriera”

Locatelli ha avuto dei momenti difficili col Milan, ma in Emilia è rinato: “Col Milan ho avuto momenti incredibili, indimenticabili, che porterò sempre nel cuore. Ho avuto delle pressioni, delle difficoltà. Ho fatto fatica a gestirle. Sassuolo è una realtà bellissima, dove sto vivendo il momento migliore della mia carriera. E sono felice così.

La posizione in campo non è un problema: “Io posso giocare in tante posizioni. Il mister mi ha aiutato tanto, mi ha fatto crescere. Abbiamo anche litigato e discusso, ma è giusto così e spero di continuare così”.

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Infine un riferimento alla Nazionale: “La Nazionale è il sogno di ogni bambino e io ce l’ho nel cassetto. Voglio rimanere coi piedi per terra, senza fare troppi viaggi mentali. Ho imparato a non dare nulla per scontato e a dare il meglio a Sassuolo. In Italia ci sono tanti giovani centrocampisti, tanti bravi giocatori. Il mister farà la sue scelte”.

De Zerbi: “Abbiamo un’idea di gioco forte”

Poi ha parlato anche Roberto De Zerbi, che è partito proprio dalle ultime battute di Manuel:Locatelli ci pensa alla Nazionale. Io spero che ci vada. Mi interessa molto essere importante per la crescita dei giocatori, specie giovani. Uno dei miei compiti è far crescere loro”.

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Poi della sua idea di gioco: “Abbiamo un’idea forte, una convinzione di gioco forte. Questo rispecchia il mio carattere. Io faccio il mio lavoro divertendomi e sperando di fare il meglio. Sulla bilancia bisogna mettere vantaggi e svantaggi, ma al di là di tutto la qualità dei calciatori paga sempre e fa la differenza”.

Poi ha fatto un riferimento alla possibilità di allenare una squadra di fascia alta: Io non se uno possa mai definirsi pronto per una squadra top. A 33 anni allenavo in serie B, a 34 in C a Foggia e a 37 in A, dove sono al quarto anno. Non so se si può mai definirsi pronti. Bisogna fare il proprio lavoro con passione, cercando di essere coerenti con se stessi”.

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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