martedì , 29 Novembre 2022
foto: Inter.it

Non è più domenica – Nessun “brivido” particolare, le certezze delle prime 3 e quelle delle ultime 2

articolo di Giovanni Pio Marenna

Saranno stati previsti pure “brividi” perché magari ci si aspettava che l’Inter non prendesse punti al Maradona, che la Juve bissasse subito l’esordio entusiasmante di DV9 con un battesimo facilmente vincente a Bergamo (dove l’Atalanta, in casa, non vince dallo scorso 30 novembre) e che la Roma si scuotesse finalmente di dosso la polvere e con orgoglio espugnasse il campo del Sassuolo. Ma questa è stata la giornata delle certezze davanti e dietro.

DAVANTI. Tutto è cambiato affinchè nulla cambiasse. Grande prova del Napoli che ha sottomesso totalmente i campioni d’Italia per 45 minuti, senza riuscire a chiuderla. Talento e fantasia si sono visti frenare dinanzi all’unica occasione doc che ha avuto Dzeko di tirare a porta. Poi con spietatezza, personalità e risolutezza i nerazzurri di Inzaghi hanno risalito la china, mettendo una rete elettrica tra centrocampo e difesa nel secondo tempo. Napoli, probabilmente, più forte anche dell’Inter in questo momento. Ma, come spesso gli è capitato nelle ultime stagioni, gli mancano i classici 10 centesimi per fare 1 euro.

Il Milan approfitta del pareggio dei cugini per superare la prova Samp, senza particolari patemi d’animo, e sorpassarli. Uno straordinario Leao la chiude subito dopo 8 minuti. Per il resto è stato tutto un tiro al bersaglio alla porta di Falcone, che, è il caso di dire, volava un po’ di qua e un po’ di là per disinnescare le mine. Offensiva efficace e pressing alto, è un Milan che ci crede. Forte anche di una futura stanchezza minore rispetto ai nerazzurri. Perché è vero che l’Inter ha una partita in meno e molto abbordabile, ma il Milan in più ha solo la Coppa Italia proprio contro l’Inter. Quei 2 duelli di andata e ritorno non saranno solo determinanti per approdare in finale, ma saranno anche un test-drive per i nervi.

IN MEZZO. E anche se in mezzo c’è sempre tutto il resto, cantava Niccolò Fabi, sembra impossibile (a meno che di miracoli improvvisi) che una tra Lazio, Roma, Fiorentina, Verona, Torino, Empoli e Sassuolo possa insediare la corsa ai posti Champions. Certo, da qui in avanti, sarà interessante vedere la loro lotta per l’Europa League soprattutto negli scontri diretti. Sarà interessante vedere dove si fermeranno le luci della ribalta sul palcoscenico, di volta in volta. Perché nessuna di loro ha sempre una continuità stabile. Perché nessuna di loro ha ancora trovato un equilibrio pienamente definito. Perché hanno stelle che (e ce l’hanno già ampiamente dimostrato) possono brillare in qualunque momento e far precipitare tutte le altre. Dalle quelle comete e a quelle cadenti. E non si sa da che parte sia la botola. Intanto godiamoci la vista della costellazione della serie A. Assolutamente magnifica. E la prossima ci mostrerà il derby torinese, Roma-Verona, Fiorentina-Atalanta e Inter-Sassuolo.

DIETRO. Le ultime due, Salernitana e Genoa, non fanno passi in avanti e non si smuovono da un pantano, che vede utilizzare gli stivaloni al Venezia piratesco a Torino. Una buona prova per la squadra di Zanetti, per il nuovo acquisto Haps e di un allargare sulle fasce che ha dato i suoi frutti, pur con un Toro arrembante che, in tono minore rispetto al solito, ma non è stato certamente lì a guardare. Delle altre, guadagna punti, uno, solo il Cagliari che ferma l’Empoli, anche in questo caso non imbalsamato ma molto vivo e quindi fastidioso per i rossoblu di Mazzarri. Cagliari che, nel suo miglior momento di stagione, fa ogni giorno un passettino in più. Insperato fino a qualche settimana fa. Diciamo che almeno un pass sembra ancora incerto da acciuffare e sono coinvolte 5 squadre. Adesso sì, che si balla. Per restare a galla.

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foto: acmilan.com
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