sabato , 18 settembre 2021
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calhanoglu inter gol esultanza
foto: inter.it

Non è più domenica: sette le sorelle, ma per nessuna ci saranno passeggiate “de’ salute”

articolo di Giovanni Pio Marenna

Non è più domenica” da parecchio, come cantava Cremonini, e non perché il dio denaro ci abbia interamente sottratto poesia ed arte nel calcio, favole e inarrivabili sogni da raggiungere. Non è più domenica da parecchio perché non è più la domenica l’unico giorno dedicato al pallone, triturato per il business, frantumato per guadagni maggiori da sistemare su cumuli di macerie economiche creati negli anni, stritolato da mille e più motivi non riguardanti la purezza della favola del football. Che ha perso la sua verginità da molto tempo.

E così tra nuovi volti in campo che non deludono le aspettative (tranne Dazn che a tratti sembrava Roja directa) e la novità di un campionato a metà spezzatino ma con doppia farcitura (con le partite del girone di ritorno in ordine diverso rispetto a quelle dell’andata), è sicuramente il pareggio della Juventus ad Udine il risultato a sorpresa della prima giornata, e non solo per gli errori decisivi di Szczesny, ma soprattutto perché quando si cambiano in corsa troppe cose tutte insieme, in una breve parentesi temporale, è molto probabile che il cerchio di quella parentesi resti talmente aperto da essere raggiunti sul 2-2, spalancando le porte ad interrogativi determinanti che Allegri dovrà necessariamente risolvere.

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szczesny juventus udinese
foto: juventus24.com

Ma, appunto, è solo la prima giornata. È ancora presto per azzardare ogni genere di valutazione, con ancora sulla testa, tra l’altro, l’incognita della fine del calciomercato. E, nel caso della Juve, del destino di Cristiano Ronaldo (non ancora chiarissimo) e dell’approdo di qualche altra forza fresca. Certo è che la prima giornata ci ha consentito di guardare meglio allo specchio soprattutto la conferma della forza devastante delle “Sette Sorelle”, delle quali ben 5 hanno cambiato make-up tecnico tattico durante l’estate.

Sette sorelle, una costante degli ultimi 30 anni salvo qualche annata o a totale dominio Juventus o a corsa a due quasi annunciata. Sette sorelle che le previsioni danno saldamente in testa a giocarsela. Non più con Fiorentina e Parma agli alti vertici, abbiamo guadagnato negli ultimi anni la spettacolarità di Atalanta e Napoli, che non hanno steccato la prima, confermandosi come forze primordiali da battere insieme ad ossi duri come Inter, Milan e la stessa Juve.

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Su Lazio e Roma, al momento, meglio fermarsi alla definizione di “mine vaganti”. Lo Special One e il Comandante, che non hanno certo bisogno di presentazioni, non hanno smarrito il solito stile combattivo e creativo e stanno iniziando a saggiare la concretezza e la compattezza delle loro squadre. Una costruzione che sembra poggiare i piedi su due assolute certezze sopra tutte, Abraham e Milinkovic-Savic, e su qualche ulteriore rinforzo di qualità che potrebbe arrivare. E Fiorentina ed Empoli non erano certamente due passeggiate “de’ salute”

Così come ce ne saranno ben poche di passeggiate quest’anno per tutte le sorelle. Le 36 reti complessive di questa prima giornata sono un’abbondanza che ci fornisce un ampio segnale su questo: ci raccontano di attacchi arrembanti un po’ ovunque o di difese che tendono a sbriciolarsi alla prima forte raffica di vento? Raffica di vento smantellatrice come quella che sta scuotendo l’Inter dalle fondamenta. Quel “è stato sollevato” rivolto per iscritto ad una bandiera storica come Gabriele Oriali fa male a tutti. No, non è decisamente più domenica.

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foto: virgilio.it
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