mercoledì , 21 Febbraio 2024
Torreira, Inter-Fiorentina
foto: acffiorentina.com

Non è più domenica – Inter in caduta libera e Genoa respira: quando fare 10 punti in 8 gare non significa la stessa cosa

articolo di Giovanni Pio Marenna

Condizione fisica (e quindi, di conseguenza, mentale) in caduta libera e tossicodipendenza da una sola monocolore strategia tattica (inceppata se mancano degli uomini importanti, uno su tutti Brozovic) alla quale Inzaghi non da dato alternative pur di mantenersi l’usato sicuro, le due principali cause che stanno sgretolando la certezze dell’Inter. Sicurezze che da solide adesso sono molto astratte, in verità, se andiamo ad analizzare i numeri di questi primi mesi del 2022.

Nelle ultime 8 gare di campionato l’Inter ne ha vinte 2 (contro Salernitana e Venezia, non esattamente il Real Madrid e il Barcellona, anche se concedendole l’onore delle armi va menzionata nel mezzo anche la vittoria a Liverpool), ne ha pareggiate 4 (Napoli, Genoa, Torino e Fiorentina) e ne ha perse 2 (Milan e Sassuolo): con 10 punti realizzati, 11 gol fatti e 8 subiti in 8 match, ne ha persi per strada 14. E pensare che invece le prime 8 partite le aveva messe tutte in saccoccia.

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Mentre la Juventus li ha recuperati, e Milan e Napoli, sia pur sballottolate a volte dall’urto delle onde alte, hanno mantenuto e rilanciato le loro ambizioni. Più analisti obiettano, giustamente, che Brozovic è stato assente per diverse partite anche l’anno scorso con Conte in panchina. La differenza sta nel cambiare le marce, quando l’auto va in difficoltà, sul piano della disposizione diversa in campo. Non solo quella dell’assetto, ma soprattutto sul fronte della convinzione, della grinta e della passione. L’Inter appare spompata anche su quel fronte. Svogliata, nevrotica, tiepida. Una pesantezza di pensiero e di azione, nelle idee come nei movimenti. E nel copione già scritturato, Gosens e Gagliardini sono utilizzati col contagocce, Perisic e Barella, Bastoni e Dzeko sono insostituibili a tal punto da non rifiatare mai. Perché il copione non si tocca, e qui le responsabilità di Inzaghi sono evidenti. E forse il finale di quel copione non era così scontato come sembrava.

Chi, invece, come il Genoa di Blessin sta provando a modificare quel testo già scritto che lo voleva retrocesso con 7 pareggi e 1 vittoria (proprio quella di questa trentesima giornata contro il Torino), raggiungendo il Venezia e a -3 dal Cagliari e a -7 da Spezia e Sampdoria. Quando fare 10 punti in 8 partite non è uguale per tutti. Per l’Inter, al netto dei punti, è significato perderne una in più rispetto al Genoa. Ora di tempo per rientrare in corsa scudetto non ce n’è assai e, al rientro dai playoff della Nazionale, ci sarà per i nerazzurri la Juventus e va sempre considerato il recupero con il Bologna. Che siano le ultime chiamate per i nerazzurri? Con una bella sveglia tutto è possibile. Anche che il campionato ritrovi nuovamente una delle sue protagoniste.

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foto: inter.it

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