sabato , 27 novembre 2021
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foto: acffiorentina.com

Non è più domenica – I casi Vlahovic e Insigne, gli infortuni nel Milan e quello di Osimhen

articolo di Giovanni Pio Marenna

Con le vittorie di Torino e Verona, che volano in classifica alle spalle della Juventus (vittoriosa sabato a Roma forse nella prima vittoria veramente convincente in campionato, di contro pollice verso per una Lazio rimaneggiata senza Immobile), è terminata la 13esima giornata di campionato, dopo il perentorio verdetto che rispedisce la nazionale italiana all’incubo playoff di 4 anni fa.

Ecco, per un Torino di Juric e un Verona di Tudor davvero in splendida forma con 5 vittorie ciascuna, il primo stop per le due corazzate Napoli e Milan che avevano superato quota 30 punti in 100 giorni di torneo. Come non sono, per l’andamento fin qui visto, una novità le cavalcate ai piani alti di due squadre fresche di voglia di non cedere mai neanche un millimetro agli avversari, così non sembra assolutamente un dramma la prima sconfitta in campionato di azzurri e rossoneri. C’è stato sicuramente un calo fisiologico, ma non tanto nella prestazione in sé, ma più nel rapporto energia fisica e mentale. A Milano e Firenze l’aria s’è incendiata di emozioni e di un braccio di ferro che ha visto trionfare, in questi 2 scontri diretti, un’Inter più convincente, ma sempre pericolosamente sul filo del rasoio quando si tratta di cambiare assetto a gara in corso, e una Fiorentina che fa il salto di qualità, rafforzando in Vlahovic il suo condottiero implacabile.ù

Meglio di lui (27 gol), in questo momento, nel 2021 soltanto la macchina da gol del Bayern Monaco Lewandowski (38 gol): la doppietta al Milan, decisiva nel 4-3 finale, ha esaltato le sue doti tecniche e il suo fiuto per il gol. Chi pensava che la rottura ufficiale e pubblica con la Fiorentina e l’annuncio del mancato rinnovo (che, di fatto, lo ha già messo sul mercato) avrebbe rovinato la stagione di Vlahovic e frenato la sua crescita. Chiara prova di una reazione forte e decisa, di un rialzarsi in piedi in un momento non facilissimo. Quella che potrebbe ritrovare in questo momento un Insigne, in un Napoli diventato orfano anticipatamente di Osimhen. Quella reazione pronta che non ha mai smesso di avere un Milan che con gli infortuni, da 2 anni a questa parte, ha sottoscritto un abbonamento.

Sicuramente due squadre in forte crescita in questo momento. Due sconfitte che per Spalletti e Pioli non sono certo un dramma. Perché è vero che nelle ultime 2 giornate hanno racimolato soltanto 1 punto, ma è anche vero che la legna messa fin qui in cascina è più di un’assicurazione per il lungo e fastidioso inverno, soprattutto quello delle prolungate assenze. Il Milan ha sbagliato molto, questo va detto, ma ha anche creato in modo incredibile e determinato (proprio come contro Inter e Juventus). C’è una continuità straordinaria nel gioco e  nella mentalità di Pioli. La stessa di Spalletti, d’altronde, soltanto questa volta con un fiato più corto di altre volte. Anche fiatone, a volte.

Di certo, sulla lunga distanza, ha mantenuto, tanto poi da fare un quarto d’ora finale da sogno contro una squadra, quella di Inzaghi, che l’aveva fin lì messa alle corde. La Fiorentina non s’è riscoperta grande con questa vittoria, carte alla mano le chance di fare grandi prestazioni c’erano tutte e, come detto anche in altre occasioni, Italiano è un tecnico in grado di stimolare tasti e tattiche giuste, di premere i bottoni più adeguati per far suonare alla sua squadra quella melodia che può pungere in qualsiasi momento. Qualche numero? Proprio le vincenti Inter e Roma hanno 2 punti in meno rispetto alla 13esima giornata dello scorso anno. Mentre la Fiorentina, come il Napoli, sono quelle da un rendimento fin qui decisamente migliore e maggiormente devastante: +10 punti per i viola, + 8 per i partenopei. Quello che non ti uccide, ti fortifica? Sì, forse questa può essere considerata come la frase giusta, in questo momento, per il prosieguo del cammino di entrambe le squadre. Spesso è proprio dai problemi che nascono nuovi stimoli. E, quindi, nuove e inaspettate possibilità.

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