domenica , 25 ottobre 2020
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Mapei Stadium, presenze in caduta libera: l’analisi di Canale Sassuolo

Sempre più in basso: quattro semplici parole che aprono ad un nesso immediato con il Sassuolo 2016-2017. Ma non è questo il tema dell’articolo, già trattato ampiamente sulle nostre pagine: oggi parliamo della cornice, non del dipinto. A fronte di una crescita costante delle prestazioni in campo, sugli spalti del Mapei Stadium l’affluenza rispetto ai primi tre anni nella massima serie è persino diminuita. Per par condicio, avendo appena finito il girone d’andata, prenderemo in considerazione, degli anni precedenti, soltanto i match fino al giro di boa. I dati di riferimento sono di StadiaPostCards, sito al quale fa affidamento anche l’Osservatorio del Calcio Italiano per i propri reports.

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Il 2013-2014 è stato l’anno piú fortunato per i botteghini del Sassuolo: nelle nove partite del girone d’andata è stata registrata un’affluenza media di 13.116 spettatori. Il dato top è stato raggiunto a settembre nella prima disfatta con l’Inter, ben 22.001 spettatori, mentre il dato flop è stato registrato in occasione di Sassuolo-Udinese di fine ottobre, con 9.315 persone sugli spalti per un turno infrasettimanale. Il numero totale delle persone che hanno affollato il Mapei Stadium dalla partita con il Livorno (1-4 per gli ospiti) alla storica sfida con il Milan (4-3 con poker di Berardi) è pari a 118.044. La media complessiva di fine anno, in virtù del finale al cardiopalma, risulterà maggiorata di oltre 600 unità (13.753), con 261.313 spettatori totali.

Festa Sassuolo
Il Sassuolo si salva con una giornata d’anticipo con un 4-2 al Genoa (foto: sassuolocalcio.it)

Anche il 2014-2015 è stato un ottimo anno in termini di affluenza: nello stesso numero di partite dell’anno precedente, la media è stata di 12.759 unità, pari a 114.831 spettatori dall’esordio con il Cagliari al congedo con l’Udinese; in entrambe le partite, stesso risultato, 1-1, e stesso marcatore, Simone Zaza. Un dato in leggera flessione rispetto all’annata d’esordio, vero, ma è doveroso evidenziare che rispetto al 2013-2014 ci sono stati meno scontri con le big nei primi mesi di campionato (13-14: Inter, Lazio, Fiorentina e Milan; 14-15: Juventus e Napoli). A fine stagione l’affluenza media salirà a quota 12.831 con 243.795 spettatori totali, circa 20.000 in meno rispetto all’anno precedente.

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È a partire dal 2015-2016 che si ha una rottura netta con il passato nelle entrate allo stadio: l’affluenza media nel solo girone d’andata scende di oltre 1.000 unità, dai 12.759 dell’anno precedente agli 11.416 dell’anno che sarebbe poi terminato con la qualificazione ai preliminari di Europa League. Gli spettatori totali dal trionfo con il Napoli al pareggio con il Frosinone sono stati 102.744, il picco è stato per Sassuolo-Juventus con oltre 20.000 spettatori presenti. A fine anno la media rimarrà pressoché invariata (11.437), nonostante l’emozionante cavalcata verso il sesto posto. Il motivo del collasso può essere dovuto al crollo degli abbonamenti sottoscritti: il passivo rispetto al 2014-2015 sfiora le 1.500 tessere stagionali.

Matteo Politano
Matteo Politano apre le porte dell’Europa al Sassuolo: 1-0 a Frosinone (foto: agf)

Arriviamo alle statistiche di quest’anno: il girone d’andata si è appena chiuso con il pareggio con il Torino e possiamo dunque consultare i dati definitivi delle prime nove partite casalinghe. È difficile da credere ma, nonostante gli ottimi risultati della squadra, la media è calata ulteriormente: da 11.416 a 11.121. Quest’anno gli abbonamenti sono stati circa 200 in più del 2015-2016: le numerose sfide contro squadre di medio-bassa caratura (solo Inter e Roma affrontate al Mapei, con la Roma di mercoledì) sono un alibi valido solo in parte. Il picco si è raggiunto, ancora una volta, con l’Inter di Pioli: poco più di 15.000 paganti assiepati sui seggiolini dell’impianto reggiano. Un buon numero, certo, ma se lo confrontiamo con i dati delle prime due stagioni il paragone non sta in piedi.

LE CONCLUSIONI – Tutti questi numeri, inseriti così, non chiariscono del tutto ciò che sta succedendo: in poche e concise frasi, andiamo ad analizzare i dati sopra mostrati. A nostro parere la causa principale della fuga dal Mapei Stadium è la mancanza di entusiasmo: il primo anno in massima serie è stato accolto con grandissimo calore, così come le battute finali, decisive per la salvezza. È come se il pubblico sassolese si fosse convinto, a poco a poco, che la prepotente ascesa della squadra di Di Francesco fosse dovuta in massima parte alla presenza di un gruppo come Mapei alle spalle, sminuendo se non addirittura negando il carattere fiabesco (o meglio, storico) dell’impresa, come se fossero i soldi a scendere in campo. Questo ha portato i tifosi a ritenere dovuta la presenza del Sassuolo ai piani alti della Serie A, come fosse un processo fisiologico noncurante dello sviluppo delle altre squadre: con tutta questa liquidità a disposizione non ci sarà mica bisogno del supporto allo stadio per aiutare la squadra, avranno pensato alcuni. Vi lasciamo con un dilemma di assai ardua risoluzione: tra la partita con il Genoa che ha regalato la salvezza, anno 2013-2014, e la sfida con l’Inter che ha sancito il sesto posto, anno 2015-2016, corrono 2.465 spettatori di differenza. Quale incontro è stato più “popolato”? Considerando i traguardi e il blasone delle avversarie, non dovrebbe essere difficile rispondere…

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Riguardo Gabriele Boscagli

Gabriele Boscagli
Appassionato di calcio, ha deciso di condividere la passione per il Sassuolo con noi di Canale Sassuolo. In redazione è il pilastro del settore giovanile. Per contattarmi scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it

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