mercoledì , 17 Aprile 2024
betty vignotto libro
Federica D'Astolfo e Betty Vignotto (foto: sassuolocalcio.it)

Intervista a Betty Vignotto: “Non potevo scegliere società migliore del Sassuolo”

Elisabetta Vignotto, per tutti Betty Vignotto, è stata intervistata da Calcio Femminile Italia: la presidente del Sassuolo Calcio Femminile e Brand Ambassador neroverde ha parlato della sua carriera sul rettangolo di gioco – che l’ha vista segnare 467 reti in 451 partite di campionato disputate – ma anche del club neroverde e del ruolo che ricopre al suo interno.

“Non avrei mai pensato di poter giocare in una vera squadra di calcio femminile, per di più subito nel massimo campionato di A. E’ iniziato tutto per strada, giocando con fratelli e amici, poi ho cominciato a partecipare ad alcune partite di beneficenza fra ragazze del territorio. Credo che poi il mio nome sia stato fatto a Milano tramite Gianfranco Bedin, al tempo giocatore dell’Inter e mio compaesano. Al calcio devo tantissimo: ho girato il mondo, ho conosciuto paesi lontani con culture diverse, ho giocato in stadi che sono dei templi, come l’Azteca a Città del Messico, lo Stadio di Pechino, di Tokyo, fino ad arrivare a San Siro; ho dialogato con tanti personaggi famosi. Nei miei primi anni da pioniera non vivevo tanto la squadra, essendo lontana, e viaggiavo di continuo per fare gli allenamenti. Poi, forse proprio per quanto vissuto in prima persona da giocatrice, da presidente ho sempre cercato di riprodurre un ambiente familiare, con regole precise e nello stesso tempo cercando di aiutare a far crescere nel migliore dei modi tante ragazzine insegnando loro i valori ed il rispetto”.

Sul ricco palmares e sulla Nazionale: “Naturalmente tutte le vittorie sono un bel ricordo ed una bella soddisfazione. Ricordo gli anni di Padova con il Gamma Tre: giocavamo all’Appiani ed avevamo sempre 2/3 mila spettatori che ci incitavano ad ogni partita e l’apoteosi dopo la vittoria dei due scudetti con una grande festa con i tifosi. Vestire la maglia azzurra è sempre stata un’emozione: rappresentare il proprio Paese all’estero è un orgoglio unico. Sentire l’inno nazionale ancora oggi mi fa venire la pelle d’oca!”.

Intervista betty vignotto
Betty Vignotto con Giovanni Carnevali (foto: Lega Nazionale Dilettanti)

Sulla carriera da presidente: Ho preso la conduzione della Reggiana Femminile nel 1994 e, dopo tanti anni di sacrifici, per rimanere in piedi e dare opportunità alle ragazze a Reggio di fare calcio, nel 2016 si è presentata l’opportunità di legarmi ad una società maschile, il Sassuolo. Devo dire che non mi poteva capitare società migliore: le componenti societarie e la proprietà hanno subito creduto ed investito nel femminile con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, siamo partite dalla Serie B ed ora siamo tra le migliori squadre in Italia. Il Sassuolo ha anche riconosciuto il lavoro fatto sin lì sul territorio e, quando mi hanno proposto l’incarico, ho accettato con gioia e riconoscenza, contenta di riuscire a contribuire ancora alla crescita del movimento. Alla mia età, rimanere ancora dentro nel club mi gratifica e mi fa sentire giovane. Ora che sono in pensione ho più tempo per seguire le ragazze anche durante gli allenamenti e provo tanta invidia pensando ai miei. Il Sassuolo è una società accogliente e professionale, che sta facendo a piccoli passi grandi investimenti sulle strutture, sull’organizzazione e sulle persone. Non potevo quindi chiedere miglior modo per proseguire nel mio percorso iniziato tanti tanti anni fa. La programmazione ed il lavoro pagano sempre, la squadra quest’anno si sta riconfermando nei primi posti e non era certo scontato perché il movimento sta crescendo e la concorrenza è alta.

Sulle poche donne con ruoli dirigenziali: “Vero ma stiamo crescendo, seppur ancora troppo lentamente, come ancora lentamente sta cambiando la mentalità nella cultura calcistica in Italia. Si leggono segnali importanti e credo che con professionalità e dedizione raggiungeremo risultati importanti. La venuta del professionismo per le giocatrici darà nuova linfa anche nei ruoli complementari, ma non certo meno importanti. È cambiato tantissimo il modo di giocare rispetto a prima! Come è cambiato anche nel maschile. Ora il calcio è più fisico, più tattico, il livello si è alzato ed equilibrato. Ormai le ragazze cominciano nelle scuole calcio come i maschi e fanno tutta la trafila, sia nel club che in Nazionale, con le varie categorie. Il magnifico Mondiale del 2019 ne è la testimonianza: ora mi aspetto un grande Europeo ed una bella qualificazione ai prossimi Mondiali!”.

Segui CS anche su Instagram!

Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

Potrebbe Interessarti

verona sassuolo primavera femminile

Primavera Femminile forza quattro a Verona: adesso le due milanesi

La Primavera Femminile del Sassuolo supera anche l’ostacolo Hellas Verona: nell’anticipo della terzultima giornata di …