lunedì , 5 Dicembre 2022
foto: unsplash.com / @frantzou

In che modo l’estetica dei giochi di calcio ispira l’industria dei videogiochi

Il calcio è sia lo sport più seguito al mondo che lo spettacolo sportivo più bello a cui si può assistere sulla terra. Il commentatore britannico ed ex giocatore Gary Lineker ha descritto il calcio come “un gioco semplice: ventidue uomini rincorrono una palla per novanta minuti e alla fine vincono i tedeschi” – chissà se ci hanno pensato i brasiliani a questa frase quando hanno subito una delle sconfitte calcistiche più umilianti della loro storia perdendo 7 a 1 con la Germania. E a proposito di calcio, il tema è molto diffuso anche in altri ambiti, come i casinò, dove i giochi a tema sono davvero numerosi. Su Kaszinomagyar è possibile averne un assaggio, visionando i casinò legali di maggior successo.

Come ogni altro sport, il calcio è un fenomeno multiforme che svolge diverse funzioni, anche sociali. Sebbene le sue azioni poi ispirano anche videogiochi che vengono poi offerti su numerosi casinò come Energycasino, dove è possibile trovare numerosi prodotti a “tema calcistico”. Questo fatto è ben simboleggiato dal motto del Barcellona: més que un club (più di un club). Naturalmente, la maggior parte dei club sportivi e calcistici sono più di un semplice club di calcio.

Anche il “club” di una squadra di calcio che si trova in quarta categoria e occupa le ultime posizioni del campionato è molto più di un club a dire il vero. Un “club” di calcio non è solo un luogo in cui imparare a giocare “a pallone” e avere la possibilità di disputare partite di calcio competitive, ma è anche un luogo in cui crescere, fare amicizia, entrare (con più o meno grazia) nell’età adulta, e così via. La maggior parte dei club sportivi svolge diverse funzioni.

La dimensione estetica del gioco del calcio

I soldi comprano la qualità. La qualità nel calcio è determinata, in larga misura, dalle azioni individuali di un giocatore, che sono misurabili. Gol segnati, passaggi completati, assist forniti, intercetti effettuati; e l’elenco continua.

Poiché l’analitica nel calcio continua a sviluppare modi più avanzati e sfumati di misurare e interpretare questi dati, si possono porre domande più dettagliate sulle azioni di un giocatore e, di conseguenza, sul suo contributo. Un attaccante ha superato i suoi limiti? Quale percentuale degli intercetti di un centrocampista viene convertita in contropiedi? Queste sono le domande che i reparti di reclutamento dei club di tutto il mondo si pongono (o dovrebbero porsi). E sono domande valide, le cui risposte contribuiranno in modo sostanziale a decidere la posizione del conto corrente in cui verranno depositati milioni di euro. Il denaro compra la qualità, giusto?

Il problema è che, come in molte altre interpretazioni contemporanee del gioco del calcio, ci preoccupiamo troppo del pallone e meno dell’estetica. Queste metriche si basano quasi esclusivamente su azioni che coinvolgono, in un modo o nell’altro, il giocatore che tocca la palla. Ora, dato che in media un giocatore di Serie A è in possesso del pallone per una media di 53,4 secondi a partita, sarebbe ragionevole dedurre che le sue azioni “sul pallone”, per quanto preziose nel determinare il risultato di una partita, costituiscono solo una piccola percentuale del contributo complessivo all’incontro.

In che modo l’estetica del calcio ha influenzato i videogiochi?

Alla fine degli anni ’80 Atari si concentrò sulla produzione di personal computer piuttosto che di console per videogiochi, e nel 1989 pubblicò Kick-Off per l’Atari ST, seguito da diversi sequel. Tra questi, Player Manager, noto per essere stato il primo videogioco sportivo con gestione della squadra, Kick-Off 2 e i suoi numerosi dischi di espansione (prima forma di DLC), Super Kick-Off e molti altri.

In realtà, la serie di giochi Kick-Off è ancora viva, visto che il titolo più recente, Kick-Off Revival, è stato pubblicato nel 2016. Altri videogiochi di calcio degni di nota dei primi anni ’90 sono Sensible Soccer, che per qualche tempo è stato il principale rivale di Kick-Off.

FIFA vs PES: El Classico dei videogiochi di calcio

A metà degli anni ’90, EA e Konami entrarono entrambe nell’arena dei videogiochi di calcio, mettendo in campo due concetti di estetica abbastanza diversi. Il primo titolo EA, FIFA, venne pubblicato nel 1993, con il titolo FIFA International Soccer.

Presentava solo squadre nazionali e i nomi dei giocatori non erano quelli reali. Ma sfruttò la tecnologia a 16 bit per introdurre un angolo di ripresa isometrico, rispetto alle precedenti generazioni di console. FIFA International Soccer vendette centinaia di migliaia di unità poche settimane dopo l’uscita, diventando il videogioco più venduto per sei mesi.

Konami sviluppò e pubblicò International Superstar Soccer nel 1995, ponendosi come principale concorrente della serie FIFA di EA. Mentre la serie FIFA rimane un gioco di calcio molto arcade, International Superstar Soccer di Konami presenta un’atmosfera estetica più simulativa, dal ritmo più lento ma realistico. International Superstar Soccer ha aperto la strada alla serie PES di Konami, che continua a produrre giochi di calcio come “rivale” della serie FIFA di EA.

Conclusioni

Per concludere, l’estetica del gioco del calcio viene riproposta in numerosi ambiti, ma soprattutto videoludici, dai giochi da casinò che abbracciano sempre di più questo tema fino agli sportivi più amati dai videogiocatori di tutto il mondo offerti da EA e Konami.

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