lunedì , 22 Aprile 2024
che fine ha fatto laurienté?
foto: Lega Serie A

Focus CS – AAA Laurienté cercasi

Che fine ha fatto Armand Laurienté? È la domanda che si sono posti i tifosi del Sassuolo alla fine del primo tempo della partita con il Torino, forse il peggiore in stagione del numero 45.

I palloni sanguinosi persi a metà campo dall’esterno francese, che hanno dato il via alle pericolose ripartenze avversarie, non sono passati inosservati, amplificando una prima parte di campionato ben al di sotto delle aspettative.

I mugugni dello stadio non si sono fatti attendere, sottolineati anche da Dionisi. Nel post-partita contro i granata, il tecnico ha continuato a difendere a spada tratta il proprio pupillo con cui, parole del mister, “devo usare la carota più che il bastone, in quanto è in un momento di difficoltà”.

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Spulciando i numeri, balza all’occhio come il digiuno da gol dell’attaccante neroverde resista dalla gara con la Juventus, in quella che rimane l’unica gioia stagionale per l’ex Lorient nella sfida del 23 settembre scorso.

Alla stessa data risale l’ultima rete di Leao in campionato, autore di appena 3 centri su 41 tiri totali in 21 gettoni a fronte delle 49 conclusioni di Laurienté in 23 apparizioni, di cui solo una da subentrato. Dietro il francese, tra i top 25 in questa speciale classifica tra i giocatori con almeno più della metà delle presenze da titolare, solo Cambiaghi dell’Empoli ha fatto peggio dei due esterni con nessuna marcatura su 53 tentativi nello stesso numero di partite del calciatore del Sassuolo.

laurientè focus
foto: sassuolocalcio.it

Il confronto con la scorsa stagione

Facendo un confronto con un anno fa, a questo punto del campionato il numero 45 aveva già segnato 4 reti, condite da 3 assist (oggi i passaggi chiave per i compagni sono 5), ma in appena 17 gare contro le 23 odierne. L’attaccante ex Rennes concluderà la stagione con 7 gol. 

Ad accomunare il momento attuale con la scorsa annata, la tegola dell’infortunio di Berardi. L’arrivo alla quinta giornata sul gong del mercato estivo coincise proprio con l’assenza prolungata del numero 10, durante la quale Laurienté realizzò due marcature (più due assist) utili per dare linfa alla formazione emiliana. Le stesse che servirebbero come il pane al Sassuolo per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione, in attesa del ritorno del proprio top player. 

Se è vero che all’esordio in neroverde in pochi conoscevano le sue qualità, ora la musica è cambiata per l’esterno francese, spesso raddoppiato dagli avversari. Al di là delle contromisure adottate nei suoi confronti, Laurienté tende ad intestardirsi nella giocata e a cercare il dribbling, il suo vero punto di forza nella passata stagione, anche là dove lo spazio non c’è o dove lo attendono i difensori.

Anche il suo altro marchio di fabbrica, il tiro potente dalla distanza, è meno preciso e il più delle volte cercato da posizioni proibitive più per scrollarsi di dosso la tensione di non riuscire a segnare che per vera convinzione.  

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Berardi: un esempio da seguire

Senza guardare troppo lontano, l’esempio da seguire l’ex Lorient ce l’ha in casa e potrebbe trovarlo proprio in Berardi, capace negli anni di cambiare e adattare il proprio stile di gioco alle trappole preparate dalle altre squadre.

Come? Svariando su tutto il fronte offensivo, spesso accentrandosi per non dare punti di riferimento. E mettendoci anche quella intelligenza tattica e furbizia in più, magari provando talvolta ad andare sul piede debole, il sinistro per Laurienté, cogliendo di sorpresa il diretto marcatore. 

Una luce in fondo al tunnel

Ad aprire uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, la seconda frazione con il Torino in cui il numero 45 ha tirato fuori quanto meno l’orgoglio con due conclusioni più rabbiose che pericolose, ma che denotano la voglia di fare e di uscire da questo momento di impasse. Proprio come sottolineato da Dionisi secondo cui: “non deve giocare con il freno a mano tirato, bensì con la mente più libera come ha fatto nel secondo tempo”. Il tecnico “continua a dargli fiducia perché sa quanto possa dare”, ma non sarebbe da escludere una possibile partenza della panchina con l’Atalanta.

Visto il valore dell’avversario, che fa della spinta sulle fasce la propria forza, e la situazione di classifica deficitaria il mister toscano potrebbe optare per uno schieramento più accorto. Ad essere privilegiato potrebbe essere il ritorno sulla corsia opposta di Volpato, apparso in ottima forma a Bologna e in fase di recupero dall’infortunio che lo ha tenuto fuori sabato scorso. A farne le spese dall’altra parte, al fine di salvaguardare l’equilibrio, proprio Laurienté a cui potrebbe essere inizialmente preferito a Bajrami, per poi sfruttare a partita in corso la velocità e la freschezza del francese.

Chissà che questo non possa essere un modo per Dionisi per mandare un segnale al suo pupillo e fargli scattare quella carica in più che possa sbloccarlo. Quella stessa scossa che servirebbe al mondo neroverde, che si aggrappa al ritorno del vero Laurienté, con la consapevolezza che dalle sue giocate dipendono le sorti del Sassuolo.

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Riguardo Mattia Bannò

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