domenica , 14 Aprile 2024
alfred duncan lettera
foto: sassuolocalcio.it

Duncan lascia la Nazionale ghanese: “Sono stato umiliato, 15 ore di viaggio per stare in panchina”

E’ una lettera aperta senza esclusione di colpi, quella che l’ex giocatore del Sassuolo Alfred Duncan ha affidato alla sua attuale società, la Fiorentina, per comunicare l’addio alla Nazionale Maggiore del Ghana. Una Nazionale che non lo ha mai realmente considerato, nonostante Alfred stia giocando ad altissimi livelli da più di un decennio: e i numeri gli danno ragione, con sole nove presenze perlopiù da subentrato. Duncan rivela anche un retroscena risalente al suo periodo a Sassuolo: ad ottobre 2015, appena arrivato in neroverde, il centrocampista scuola Inter è stato convocato per un’amichevole contro il Canada a Washington, dove non è sceso in campo neanche un minuto, unico giocatore convocato a cui è stato riservato questo trattamento. E’ stato un evento, questo, che gli ha causato un trauma psicologico, superato solo grazie ad un professionista e al supporto dei propri cari. Riportiamo di seguito la lettera scritta da Duncan, che sempre ringrazieremo per il supporto dato negli anni più cruciali della crescita del Sassuolo.

È giunto il momento di salutare la Nazionale.
Il mio cuore è triste perché avrei voluto scrivere un pezzo di storia con la Nazionale ghanese ma non mi hanno MAI dato la possibilità di dimostrarlo. Quando non sei mai considerato e non c’è nulla che tu possa fare per cambiare la situazione, mentalmente diventa tutto più difficile. Sono stato umiliato, discriminato e lasciato da parte per anni anche se ho cercato di lasciare le porte sempre aperte. Purtroppo non posso continuare a stare male pensando a come vengo trattato ingiustamente sapendo di avere la coscienza pulita. Fino a qualche anno fa ero il giocatore ghanese con le migliori prestazioni e con più presenze nei campionati più prestigiosi ma non sono mai stato considerato in Nazionale. Recentemente ho rifiutato alcune convocazioni perché ritengo un insulto chiamarmi quando fa comodo a qualcuno senza considerare il mio sentimento da essere umano che fa dei sacrifici nel proprio lavoro. Se anni fa, quando ero un giocatore del Sassuolo, ho avuto un trauma psicologico dopo aver viaggiato 15 ore per andare a Washington per un’ amichevole contro il Canada per poi non disputare nemmeno un minuto e sono stato il solo calciatore a non mettere piedi in campo. È stato un periodo molto difficile per me e la mia famiglia però grazie ai miei cari ed al supporto di uno psicologo sono riuscito a superare anche questo. Ho passato tanti momenti orribili proprio a causa della Nazionale ho superato tutto da solo e sono andato avanti per la mia strada. Ho trovato pace e felicità senza pensare di poter essere convocato in nazionale con l’unico obiettivo di dare il massimo a chi mi supporta, mi considera un giocatore importante e mi valorizza. Per un giocatore come me che ha fatto tanta gavetta ed è da 11 anni che gioca in Serie A, è incredibile avere solo 9 presenze in nazionale . Una follia pura che non ha giustificazioni. Non accetto di essere convocato solo perché la Federazione subisce presssioni dai cittadini e non perché riconoscono il mio valore e ciò che posso dare alla nazionale. Il Presidente della federazione Ghanese, Kwesi Appiah, Avram Grant e CK Akkonor sanno perfettamente di cosa parlo e come mi hanno trattato. Per la persona che sono non merito tutto quello che mi hanno fatto passare e, per questo motivo, pongo fine a una storia mai iniziata per avere la pace e la serenità che merito e per poter continuare a lavorare per la Fiorentina, la squadra che mi valorizza e che mi rispetta per quello che sono e la passione che ci metto nel mio lavoro quotidiano, Grazie!
JAD
 

Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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