venerdì , 2 Dicembre 2022
alessio dionisi sassuolo verona
foto: sassuolocalcio.it

Dionisi dopo Sassuolo-Fiorentina 2-1: “Defrel si merita questo gol, bravi soprattutto nell’approccio”

Alessio Dionisi ha parlato ai microfoni di DAZN nel post partita di Sassuolo-Fiorentina. Queste le sue parole raccolte da CanaleSassuolo.

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Che emozione è stata? E che vittoria a San Siro: “Non era facile perché siamo una realtà piccola che va a vincere a San Siro che poteva essere un po’ inebriata. C’era il rischio che approcciassimo male la partita, ma abbiamo fatto un primo tempo ottimo, forse meritavamo anche di più. Il secondo tempo è stato una diretta conseguenza del primo: noi avevamo speso, la Fiorentina ha una forza importante e ha messo in campo giocatori più bravi di quelli che sono usciti. Hanno alzato il baricentro schiacciandoci e la nostra stanchezza non ci ha permesso di attaccare come potevamo. Forse pensavamo di averla vinta dopo essere rimasti in superiorità numerica, ma merito a loro per averla ripresa. Siamo stati ripagati perché nel computo di un po’ di partite ce la meritavamo. Se avessimo preso prima il pareggio avremmo ripreso a giocare come fatto negli ultimi minuti. Sono contento anche per Defrel perché cercava il gol da un po’: è un attaccante che gioca per i compagni, che cerca sempre l’assist al posto della finalizzazione. Si merita di aver deciso la partita.

Tra dieci anni chi può essere Traorè? “Mi preoccupa chi può essere domani. E’ ancora giovane e deve ancora dimostrare. Junior è un giocatore con grandi doti ma gli manca continuità nelle partite e negli allenamenti. La giovane età non deve essere un limite ma uno stimolo e forse speriamo che ora stia trovando la continuità che cercava da tempo ma che non riusciva a trovare. Se continua così, siamo pronti a dargli continuità. Da dicembre è un altro giocatore nella testa. Per le qualità, è un giocatore forte. Nella testa lo deve diventare e lo sta diventando.

Una definizione per Consigli e perché la zona di comfort del Sassuolo è quando avete la palla tra i piedi: “Su Andrea potrei spendere tantissime parole. Ancora prima che il portiere, per me è un uomo spogliatoio, un capitano. Si merita queste prestazioni, ma ne farà altre. Ovviamente le alternerà, ma quello che interessa ad un allenatore è che sia il primo a dare continuità nell’atteggiamento: è il primo a spronare i compagni quando una cosa non va, è il primo a crederci. Quando sono diventato allenatore del Sassuolo è stata una delle prime chiamate che ho fatto e mi ha trasmesso entusiasmo. Non è scontato. Per quanto riguarda la nostra squadra, questo è limite più grande cha abbiamo e l’ambizione è quella di migliorarci. Nel primo tempo abbiamo fatto due partite: individualmente non concedendo tanto di squadra alla Fiorentina e abbiamo creato giocando bene. Non ci possiamo permettere questi black-out senza palla. Nel secondo tempo, se fossimo stati ordinati anche senza palla, credo che la Fiorentina non ci avrebbe messo in difficoltà. Quando non abbiamo la palla la nostra stanchezza aumenta, mentre quando ce l’abbiamo cominciano tutti a correre e a smarcarsi. E’ un percorso, abbiamo ancora margine di crescita se vogliamo dare continuità. Dobbiamo darla già settimana prossima sul campo del Venezia, su un campo difficile contro una squadra che venderà cara la pelle. Dovremo dimostrarci all’altezza”.

Il passaggio al 4-3-3 nel secondo tempo: “Frattesi ha caratteristiche da mezz’ala e quando è stanco inizia a buttarsi negli spazi. Con il centrocampo a due abbiamo già quattro attaccanti in campo e dobbiamo essere più ordinati. Non riuscivamo a gestire la palla, la Fiorentina era calata e dovevamo gestire di più la palla per alzare il nostro baricentro. Ho messo un terzo centrocampista per cercare di avere un po’ più di palleggio, di situazioni di gioco senza verticalizzare sempre. Volevo riequilibrare le cose anche perché nei cambi non abbiamo le alternative specifiche e un’opportunità è cambiare il sistema di gioco. Era una conseguenza del risultato il fatto che la Fiorentina alzasse il baricentro: hanno alzato la pressione costringendoci a forzare qualche giocata. Non riuscivamo ad attaccare la profondità come nel primo tempo“. 

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Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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