giovedì , 19 settembre 2019
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difesa sassuolo
foto: Ansa

Come va la ricostruzione della difesa del Sassuolo?

Uno dei limiti più grandi della stagione neroverde è venuto dalla difesa. La partenza di Cannavaro prima e di Acerbi poi, inframmezzata da alcune cessioni per le quali nessuno ha avuto da strapparsi i capelli (Goldaniga e Letschert) ha portato De Zerbi a dover costruire praticamente da zero un intero reparto. L’unico centrale rimasto dall’anno scorso era infatti Lemos (utilizzato con il contagocce dal tecnico bresciano), con due adattabili come Dell’Orco (poi partito a gennaio) e Peluso (infortunato per tutto il girone di andata).

Sono però arrivati alcuni giocatori che, sulla carta, potevano dare la svolta: Gian Marco Ferrari veniva da tre stagioni ad altissimo livello con Crotone e Sampdoria, Marlon aveva l’aura del predestinato, Magnani godeva di uno sponsor di livello come la Juventus. Purtroppo, fino a gennaio, non sono bastati a dare la svolta, al punto che ci è voluto l’acquisto di Demiral per dare nuova linfa alla difesa.

Inutile dire che l’insostituibile era Acerbi, record-man della serie A, uomo che con la maglia neroverde ha condiviso buona e cattiva sorte sia a livello di squadra che personale. Uno che a Roma già ammirano e stimano, al punto da essere già considerato tra i migliori centrali della storia del club biancoceleste: ed è tutto dire, dato che la maglia della Lazio l’hanno indossata uomini come Alessandro Nesta e Pino Wilson.

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Ma analizziamo uno per uno i nostri ragazzi.

Ferrari ha vissuto un inizio di stagione complesso. Di lui si ricorderanno in molti per aver favorito la prima rete di Cristiano Ronaldo nel campionato italiano. Ma chi non si è limitato a Juventus-Sassuolo rimembrerà di certo altri suoi strafalcioni che sono talvolta costati cari ai neroverdi. Poi, quando tutto sembrava volgere per il meglio, si è fermato per infortunio.

Per Marlon, il discorso fatto per Ferrari si amplifica. Il brasiliano non ha mai davvero brillato. Le prestazioni buone si contano sulle dita di una mano e a molti sembrava inverosimile che De Zerbi continuasse a preferirlo a Lemos. Un fattore che insieme al suo infortunio ha propiziato l’arrivo di Demiral.

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Andiamo a parlare però dell’uruguaiano. Lemos ha disputato una discreta seconda parte di campionato lo scorso anno, portando la società a rinnovare il prestito con il Las Palmas ma lasciando intendere che per lui le porte del Ricci e del Mapei si chiuderanno a giugno. Ha giocato solo 3 volte tra campionato e Coppa Italia, meno addirittura di Dell’Orco. Andrà via senza troppi rimpianti.

Capitolo Magnani. Bene, bravo, bis. Se continua così – errore contro la Lazio a parte – Madama verrà presto a reclamarlo. Il giocatore deve crescere, è chiaro. Ma ha personalità. La sua stagione è certamente positiva, distruggendo in poche giornate lo scetticismo che aveva accompagnato il suo arrivo.

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foto: sassuolocalcio.it

Peluso è Peluso. Lo si ama o lo si odia, ma quest’anno si è trasformato da possibile partente a giocatore imprescindibile, anche quando messo al centro della difesa. Gli anni cominciano a pesare, ma il difensore romano ha sfoderato prestazioni convincenti che lo hanno fatto rapidamente avanzare nelle graduatorie di De Zerbi, al punto che gioca sempre più spesso. Lo vedremo a vita in neroverde e, francamente, a questo punto se lo merita davvero.

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Chiudiamo con Demiral. Uno che già ci invidiano tutti e che – come Magnani, più di Magnani – è a Sassuolo per migliorare prima di passare in un club maggiore. Le sue prime prestazioni hanno subito fatto gridare al miracolo, come se lo scouting del Sassuolo non fosse stata già in passato in grado di scovare giovani talenti. Il turco è uno che si farà strada.

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foto: Ansa

Come va dunque la ricostruzione della difesa? Diciamo una via di mezzo tra bene e male. La giovane età di Magnani, Demiral e Marlon è compensata dal’esperienza di Peluso e Ferrari. Eppure si pecca ancora un po’ troppo. Per l’anno prossimo, se nessuno dei succitati dovesse partire, ci troveremmo di fronte ad una compagine più matura e che sta imparando a conoscersi sempre di più.

Ci saranno un po’ di rientranti dai prestiti. Nomi già visti come Letschert (che in questo periodo è andato in crisi con l’Utrecht) e Goldaniga (che a Frosinone sta facendo bene); poi giovani come Marchizza, Ravanelli, Erlic e Fontanesi, sui quali ad aver l’ultima parola sarà il mister.

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Luca Ravanelli
foto: Alberto Benaglia
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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Da Benevento si è innamorato dei colori del Sassuolo. Giornalista pubblicista e laureato in Relazioni Internazionali, scrive con passione del mondo neroverde.

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