martedì , 16 luglio 2019
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De Zerbi verso Sassuolo-Udinese: “Domani saremo assatanati. L’inchiesta? Non accetto il tritacarne mediatico”

Un Roberto De Zerbi a tutto campo quello che si è presentato oggi nella sala stampa dello Stadio Ricci. L’allenatore neroverde ha ricostruito la settimana di preparazione e di recupero delle energie mentali e fisiche dopo la sconfitta di Parma, oltre a delineare l’avversario di domani, giorno di Sassuolo-Udinese. Ma la conferenza stampa del mister ha inevitabilmente toccato anche aspetti extra-calcistici che nelle ultime ore hanno visto coinvolto il tecnico bresciano.

“Abbiamo dentro le scorie della sconfitta di Parma” esordisce De Zerbi “Sappiamo dove abbiamo sbagliato, anche se siamo una squadra ancora giovane abbiamo commesso errori evidenti e non vogliamo più che accada, anche se può capitare in un percorso di crescita. Dobbiamo dimostrarci all’altezza di quello che è stato dimostrato nelle partite precedenti. Si tratta di tappe obbligate, da passare anche in malo modo: abbiamo sofferto molto per questa sconfitta, ma dobbiamo sapere che ne perderemo altre ma quel che conta è il modo di approcciare la gara e il nostro lavoro. La classifica è ancora buona, abbiamo fatto molto bene fino ad oggi ma non possiamo certo permetterci passi falsi o regali agli avversari”.

“Domani sarà una partita non semplice, che giocheremo contro una squadra che ha appena vinto con la Roma e ha giocatori di valore superiore a quel che dice la classifica, oltre ad aver cambiato allenatore. Dobbiamo ritrovarci nel gioco e nella cattiveria, io stesso faccio parte del gruppo e si perde tutti insieme. Sono il primo responsabile e il primo ad aver perso domenica” ribadisce De Zerbi “si tratta ora di comprendere gli aspetti che sono venuti meno nella nostra prestazione, abbiamo capito quali sono stati e da quegli errori dobbiamo ripartire. Nicola è un bravo allenatore e noi abbiamo voglia di rivalsa: voglio una squadra assatanata. Giocare la palla sempre e comunque è possibile anche se si buca qualche pallone o se qualche pallone esce dallo stadio. Questo è il calcio, non solo giocare da dietro o fare gol o possesso palla. Domani dobbiamo essere pronti al duello perché vogliamo ripartire alla grande. Abbiamo subito troppo spesso gol nei primi minuti e io sono il primo a doversi mettere in discussione. Dobbiamo porre rimedio, le prese di coscenza devono essere collettive. 4 volte su 6, però, al gol subito nei primi minuti non è seguita una sconfitta, significa che abbiamo comunque margini di reazione e miglioramento. Abbiamo dimostrato di poter far bene e dobbiamo dare nuovamente dimostrazione di questo. Cerco sempre di dare la giusta importanza al fattore mentale: bisogna dare molto peso a questo, oltre agli aspetti fisico e tattico. Parlo molto con i miei giocatori, anche individualmente e credo di avere un buon rapporto, di stima, ma quando si è giovani e non ancora definiti al 100% come squadra il rischio è quello di sbagliare anche l’approccio psicologico. Bisogna fare in modo che anche chi gioca meno si senta parte attiva del progetto: ritengo doveroso sfruttare tutto il materiale umano e tecnico che mi è stato messo a disposizione, ritengo molto forte la nostra squadra e andiamo avanti accettando qualche necessario perfezionamento a tutti i livelli, fisico e tattico”.

Sulla formazione De Zerbi non si sbilancia granché, pur fornendo qualche indicazione: “I giocatori che schiererò? Boateng è infortunato, così come Adjapong, Sernicola e Boga. Tutti gli altri saranno a disposizione e arruolabili. L’assenza di Prince non è una sorpresa, da circa un mese non è al 100%, la minore pericolosità sotto porta è dovuta anche a questo. Il suo apporto e la sua personalità mancheranno sicuramente, ma Babacar è per me un titolare a tutti gli effetti, mentre Matri nei pochi minuti giocati si è creato da solo diverse occasioni. Mi piacerebbe portare anche Bourabia, Sensi o Duncan vicino al gol, così come Di Francesco o Berardi. Anche a Parma abbiamo creato tre palle gol nell’ultima mezz’ora, specie contro una squadra che difende così bassa. Chiaramente dobbiamo prendere tutti un po’ di responsabilità, non limitandola a Boateng o a Magnanelli: da questo passa la maturazione di giocatori che ho citato prima, e aggiungo Ferrari e Marlon. Domani Lirola giocherà titolare, mentre Peluso, che non ha ancora giocato ma si è visto con la Primavera, è per me un giocatore importante e di spessore tecnico così come per i compagni. Lo sto valutando per la gara di mercoledì in Coppa Italia, che per me vale come quella di domani”.

De Zerbi è stato chiamato in causa nella maxi-indagine riguardante presunte infiltrazioni mafiose che avrebbero coinvolto il Foggia all’epoca in cui il mister sedeva sulla panchina dei rossoneri pugliesi. Netta la presa di posizione dell’attuale tecnico neroverde:  “Con il mio avvocato sto preparando un comunicato, così come va fatto in questi casi. Personalmente tengo monto al nome che porto e per rispetto della mia famiglia e della Società per cui opero. Già un’altra volta sono stato tirato in ballo in una situazione simile e ne sono uscito senza patteggiare, scontando una squalifica per arrivare ad un proscioglimento totale. Anche questa volta, pur non entrando nei dettagli, sono in pace con la coscienza ma non mi basta dato che non accetto di essere messo nel tritacarne mediatico. A Foggia tutti sanno che io non sono e non sono stato manovrato o manovrabile da nessuno. I due giocatori citati? Uno non l’ho mai visto, l’altro giocava nella Juniores e nell’ultimo periodo del primo anno è stato aggregato in prima squadra al fine di arrivare ai 20 giocatori di movimenti necessari. Insieme ad altri compagni della Juniores aveva esordito: nello specifico ha giocato 9 minuti in una partita vinta 3-0, l’anno successivo è andato in prestito altrove. Mi piacerebbe dire molto altro ma al più presto sarò ascoltato dalla Procura: non c’entro in queste faccende, se poi qualcun altro ha subito intimidazioni o si è piegato a favorire gente esterna questo non sono io. Ho fatto l’allenatore e ho portato 30.000 persone allo stadio, per poi essere mandato via dato che avevamo visioni completamente diverse su tutto. Non mi devo giustificare con nessuno, sono molto turbato dato che non sono abituato a vedermi in campi che non siano i calcistici. Capisco” conclude il mister “che ai media faccia comodo citare nei titoli un allenatore di Serie A ma bisogna stare attenti: ho letto di aver preso soldi in nero dal Foggia ma non ho visto gli stessi titoli all’atto del proscioglimento. Sto in questo ambiente perché ho scelto di esserci, poi se non si concedono interviste mi si tira in ballo la libertà di stampa: mi piacerebbe, ripeto, approfondire ma non voglio dire cose non ai diretti interessati e spero di essere chiamato a chiarire la mia posizione il prima possibile”.

 

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Massimiliano Todeschi
Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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