giovedì , 13 Giugno 2024
sassuolo primavera editoriale
foto: sassuolocalcio.it

Cosa dobbiamo aspettarci dal Sassuolo Primavera 2024/2025

Il Sassuolo Primavera giocherà la prossima stagione con il Tricolore cucito sul petto. Questa è una prima, grande certezza, oltre ad un enorme motivo di soddisfazione. Lo Scudetto ottenuto il 31 maggio scorso al Viola Park ha puntato tutti i riflettori sul Sassuolo, che ha potuto giocare contro i pronostici a sfavore fino all’ultimo: adesso tutti sanno chi è Flavio Russo, Justin Kumi o Kevin Bruno, giusto per fare tre nomi a caso. E’ il prezzo da pagare per avere più visibilità: un prezzo che si paga volentieri, quando questo coincide con le convocazioni in Nazionale o con un’opportunità in prima squadra. Ma la Primavera è un’altra storia rispetto alla prima squadra: tra un anno e l’altro gli equilibri cambiano e pronosticare una favorita senza aver visto qualche partita è pressoché impossibile. Cosa dobbiamo aspettarci quindi dal Sassuolo Primavera 2024/2025?

Primavera, sarai la squadra da battere?

Il leit motiv non cambierà: la Primavera sarà esperta e competitiva. Il titolo vinto al Viola Park non cambierà gli obiettivi ed ambizioni della squadra: poteva farlo eventualmente l’introduzione della squadra Under 23, che adesso da possibilità quale era è tornata ad essere un miraggio. Poteva farlo anche la retrocessione della prima squadra in Serie B, ma il neo DS Palmieri nella conferenza d’insediamento ha deciso di volare basso, rimanendo su un solo profilo all’anno da portare in prima squadra. Al massimo cambierà la percezione da fuori della realtà Sassuolo, mai realmente considerata tra le nobili del Campionato Primavera: quindi più pressione da sostenere per il gruppo squadra. E anche più partite da disputare, tra campionato a venti squadre ed impegno in Youth League: la rosa sarà ancora più lunga delle ultime stagioni, dove talvolta si è arrivati a sfiorare i 40 elementi.

Ma chi resta e chi va, insomma? Che la rosa della Primavera fosse schiacciasassi, lo si vedeva anche da inizio stagione. E’ fuori discussione che la Primavera abbia elementi già pronti per giocare tra i grandi, a Sassuolo o meno: ma l’innalzamento dell’età da Under 19 ad Under 20 potrebbe portare il Sassuolo a rimanere guardingo e conservatore. Potranno continuare a giocare i 2004: quanti, non lo sappiamo, sarà il regolamento che uscirà tra luglio ed agosto a definirlo. In quanto ai 2005, potremmo dire già adesso che un Leone, un Bruno o uno Knezovic sarebbero già pronti a spiccare il volo: lo stesso pensiero che si poteva fare dodici mesi fa su Kumi, Russo, Theiner o Loeffen, poi rimasti. Una base solida ci sarà, questo è fuori discussione.

sassuolo cagliari under 18
I 2006 del Sassuolo da cui la Primavera attingerà (foto: Alberto Benaglia)

Primavera, chi sale dall’Under 18?

Un altro rebus è rappresentato dalla categoria dei 2006. Per tutta la stagione, le società sono state con il fiato sospeso per via della modifica alle NOIF di maggio 2023 che, di fatto, ha depotenziato il ruolo di vincolo dei club nei confronti dei propri giovani tesserati. Tra gli addetti ai lavori ci si aspettava un nuovo dietrofront, arrivato il 31 maggio con il C.U. 233/A della FIGC: dall’1 al 30 giugno, quindi prima dell’inizio della prossima stagione, le società avranno il diritto di stipulare con i giocatori un contratto di apprendistato professionalizzante di massimo tre anni. Tradotto: se la società vuole proporre l’apprendistato, il giocatore è obbligato ad accettarlo e, in caso dei 2006, rimanere vincolato per due anni. Sono dei casi al limite e che potrebbero fare giurisprudenza: ma ad oggi le cose stanno così e le società si stanno già muovendo per recepire questa modifica. Resta salva ovviamente la possibilità di vincolo annuale già in vigore.

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L’apprendistato resta una forma di contratto dispendiosa per le società: i minimi retributivi vanno dai 15mila ai 21mila euro lordi annuali per giocatori di 18/19 anni. Finché si tratta di pochi ragazzi, il peso è relativo: le cose cambiano se la volontà fosse quella di confermare in blocco un’intera squadra. Mettiamoci anche che i 2006 non sono reduci da due stagioni scintillanti e che l’idea di smantellare il gruppo per puntare solo su determinati profili potrebbe non essere così remota: unite i puntini e il disegno che ne esce è una Primavera molto simile a quella che ha vinto lo Scudetto, con qualche inevitabile acquisto da fuori.

Primavera, i 2007 scalpitano

Abbiamo detto dell’Under 18, ma una menzione doverosa va anche ai 2007, un’annata su cui la società crede moltissimo. Sono tanti i giocatori dell’ormai ex Under 17 ad aver firmato un contratto professionistico, paradossalmente di più rispetto ai 2006: alcuni di loro hanno visto il campo con Bigica, da Chiricallo a Vezzosi passando per Mussini, quest’ultimo presente anche alle fasi finali. Ci aspettiamo che tanti 2007 vengano valutati in ritiro, seppur senza garanzia di far parte della rosa definitiva: per questi ragazzi resta però una grandissima occasione per lasciare una buona impressione allo staff, che ci mette poco a vedere di che pasta sei fatto.

Primavera, con Bigica sei a metà dell’opera

Dopo i giocatori, l’allenatore. Anzi, nel caso di Emiliano Bigica è l’esatto opposto. Siamo sinceri: non ci aspettavamo la sua permanenza. Soprattutto nelle tempistiche: neanche una settimana dopo lo Scudetto, Bigica aveva già firmato un biennale, quasi ad occhi chiusi e senza ascoltare le proposte da fuori che sicuramente gli saranno arrivate. Bigica è un autentico fuoriclasse della categoria, uno che non ha bisogno di presentazioni e non ne aveva bisogno neanche prima di questo Scudetto. Come ha dichiarato ai nostri microfoni, Bigica adora questa categoria perché un tecnico può ancora plasmare i ragazzi: può giocare con loro, spingerli oltre i loro limiti. Una cosa che già tra i grandi è molto più difficile fare, indubbiamente. Chissà che non ci sia stata anche questa considerazione, oltre alla riconoscenza nei confronti del Sassuolo, alla base della permanenza.

Quali saranno gli obiettivi stagionali? Gli stessi fissati a luglio scorso: puntare ai playoff. Una volta dentro può succedere di tutto, come abbiamo piacevolmente notato. Ma di certo no, non saremo la squadra da battere: al massimo, verrà mediaticamente affibbiata questa etichetta. Quello che è mancato negli ultimi anni è stato un filo diretto tra la Primavera e la prima squadra: ancor più dei risultati, è questo che realmente capitalizza il lavoro di un vivaio. Con la retrocessione in Serie B e la promozione di Palmieri a direttore sportivo, siamo moderatamente ottimisti riguardo un’inversione del trend. Altrimenti, quanto fatto non sarà servito a nulla, se non a lasciare un bel ricordo.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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