giovedì , 1 Dicembre 2022

Calcio, in Europa è ancora monopolio. Quali sono i campionati più ricchi?

Crisi, inflazione, rincari. Prima il Covid, le partite truccate, il doping. E l’ascesa di altri sport, tennis e basket su tutti. Nonostante ciò nel Vecchio Continente il calcio resta sport nazionalpopolare. In Italia è cosa risaputa, ma allontanandosi dal Belpaese la situazione non varia chissà poi quanto. Il football continua ad avere successo e a crescere, anche se le nuove generazioni nascono già con un interesse pregresso per altre discipline. Ma lo sport più amato di tutti resta sempre lo stesso. E forse non è un caso che lo sia ancora nell’Europa occidentale e settentrionale, che assiste alla crescita dei campionati cosiddetti minori senza perde il suo secolare monopolio.

Quanto vale il calcio in Europa?

Si dice sport per chi è legato alla concezione romantica del termine. Ma si sa che il calcio, in Europa e nel mondo, è soprattutto azienda, economia, industria. Business, in una sola parola. Che ha le sue componenti: i calciatori sono star, i club sono enormi società per azioni che generano profitti e capitali. Attorno ruotano tutti gli altri mondi: il marketing, poi i social, poi le tifoserie, i gadget, il merchandise, i biglietti. Gli eventi, le partite, le competizioni. Tutto sommato un business che, nell’era pre-Covid, valeva da solo 30 miliardi di euro solo tenendo conto dei campionati cosiddetti maggiori: quello inglese, quello italiano, quello francese, tedesco, spagnolo. Con buona pace di tutti gli altri che da un lato arrancano e dall’altro, soprattutto nell’est europeo, tentano di emergere. E nel resto del mondo si insegue. Gli americani – abituati a primeggiare – inseguono con la loro MLS, da molti considerato il campionato del futuro e che va arricchendosi ma lentamente. Il Sudamerica offre la sua magia, tra Argentina e Brasile soprattutto, ma oltre alla poetica mancano soldi, investimenti e appeal. L’Europa domina.

Quali sono i campionati europei più ricchi?

Nemmeno a dirlo, il campionato europeo più ricco è quello inglese. Da tutti gli esperti di settore la Premier League viene considerata la regina di tutte le competizioni, seconda solo alla Uefa Champions League. Il campionato britannico vale da solo più di 3 miliardi di sterline. Non è un caso che tra le squadre più ricche al mondo, ben sette in top 20 siano britanniche: il Manchester United, il Liverpool, il Manchester City, l’Everton, il Tottenham, il Chelsea, l’Arsenal. Squadre storiche che hanno negli anni attirato investimenti e prodotto risorse. Quando si parla di Premier è come quando si prova la slot River Queen gratis, per azzardare un paragone.

A seguire la Liga Spagnola, che tiene botta forte dell’appeal del Real Madrid e del – ridimensionato – Barcellona. Poi la Bundesliga tedesca, col Bayern e il Borussia Dortmund a portare alte le bandiere teutoniche. La Serie A italiana supera la Ligue1 francese sul filo del rasoio, ma il massimo campionato italiano pare essere entrato in un loop sempre più duro da rompere. E con la crisi post Covid le cose non sono migliorate, a fronte di competitor contro cui non pare esserci partita.  

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