sabato , 24 ottobre 2020
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Photo by Emilio Andreoli/Getty Images

Atalanta-Sassuolo, De Zerbi: “A Bergamo con rispetto e vicinanza alla loro popolazione, ma quando l’arbitro fischierà l’inizio daremo battaglia”

Roberto De Zerbi ha parlato a Sassuolo Channel prima di Atalanta-Sassuolo, svelando le sue opinioni sulla ripresa del campionato, le porte chiuse e la formazione bergamasca.

Finalmente si ricomincia: Non so che calcio ritroveremo. Andiamo a Bergamo, in una città che è forse la più colpita insieme alla mia, Brescia. Andiamo con rispetto e vicinanza alla loro popolazione. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio daremo battaglia con le nostre armi. Sarà una partita difficile. Loro quando stanno bene sono la squadra più difficile da affrontare nel nostro campionato. Questo campionato sarà da scoprire volta per volta. La condizione fisica di oggi non è sicuramente quella ottimale. Ci saranno errori anche banali, ma i punti contano uguale”.

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Di fronte c’è un grande avversario: L’Atalanta ha fatto scuola a tutti per mentalità e coraggio. Non c’è paragone con le altre squadre. Ha dato dimostrazione e lezione a tutti di ciò che voglia dire avere una certa mentalità, un certo coraggio. Noi li stimiamo. Ma dobbiamo dimostrare coraggio anche noi. Abbiamo una squadra forte, che ha tutto per migliorare. Quindi quando ti confronti con una squadra più forte di te, che sta segnando il calcio nel nostro paese e anche fuori, è un esame. Va affrontato con le tue armi, con personalità, con coraggio. Può andar male, però cresci. Se lo affronti con paura, timidezza e timore reverenziale non cresci mai. Noi sappiamo come affrontarli”.

La rosa è al completo: “Stiamo tutti bene. Non ci sono indisponibili né infortunati. Chi non gioca domani al 70/80/90% giocherà contro l’Inter. Mi sembra giusto per stare freschi ed evitare infortuni, accingendo a tutta la rosa. Abbiamo tanti giocatori sullo stesso livello ma caratteristiche diverse. Poi anche nella stessa partita con 5 cambi, devono essere tutti pronti. Tre partite alla settimana per un mese e mezzo non ci sono mai state. In queste situazioni si fanno scelte eccezionali. Non siamo una squadra che fa le competizioni europee, abituata a giocare ogni tre giorni. Possiamo soffrire. Dobbiamo essere intelligenti e lucidi nelle scelte, cercando di sbagliare il meno possibile”.

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Poi parla di teoria del calcio:La tecnica senza corsa non ti fa andare lontano. Ma vale anche l’inverso. Noi vogliamo sia corsa che tecnica. Fame e ignoranza calcistica. Voglia di affermarsi, di confrontarsi contro una squadra forte. Son tutti stimoli e la testa fa sempre tutto”.

A Bergamo non ci sarà pubblico: Le porte chiuse fanno male. Anche a me che sono bresciano sarebbe piaciuto giocare a Bergamo con lo stadio pieno. Ma ci sarebbe piaciuto giocare sempre con il pubblico, anche in casa col Brescia e a Milano con l’Inter. Ci dobbiamo adeguare, ma dobbiamo dire la nostra. Considerare poco la gente che segue il calcio porta il nostro mondo a scomparire, a renderlo calcio virtuale. Si perde la passione, che è la cosa più importante di tutto”.

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La ricetta del mister è chiara: Dobbiamo stare svegli, vigili. Dobbiamo salvarci. Domani è la prima partita dopo la chiusura totale. Dobbiamo pensare a raggiungere il nostro primo obiettivo il prima possibile. Poi possiamo fare tanti discorsi. Ma dobbiamo raggiungere la quota salvezza quanto prima. E poi vedremo”.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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