giovedì , 24 settembre 2020
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All’assalto di Verona…purché non sia fatal

Trent’anni fa l’Hellas Verona portava a casa uno storico scudetto. Da allora in riva all’Adige è successo un po’ di tutto: la principale compagine cittadina è scesa nelle serie minori e ha dovuto assistere, a volte suo malgrado, all’ascesa del Chievo, passata rapidamente da “squadra simpatia” a realtà consolidata della serie A. Tornando ai giorni nostri, domenica alle ore 15 il Sassuolo si troverà di fronte una squadra che si trova a pari punti in graduatoria con i ceramici grazie al successo strappato a pochi istanti dal termine in casa della Fiorentina. Una vittoria sudata ma fortemente voluta per Toni e compagni, che torneranno tra le mura domestiche con il vento in poppa, decisi a fare bottino pieno anche grazie al supporto della propria tifoseria, tra le più “calde” del campionato. Prima del calcio d’inizio Di Francesco stringerà la mano a quell’Andrea Mandorlini che guidò ad un buon settimo posto il Sassuolo 2008/2009, alla sua prima stagione in B. Ma da ormai quasi 5 anni l’ex difensore dell’Inter guida i gialloblù, e i sentimentalismi saranno banditi una volta che sarà fischiato l’inizio dell’incontro.

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All’andata i neroverdi vinsero in rimonta: un 2-1 che consolidò una serie di risultati positivi che ancora oggi, classifica alla mano, fa sentire i suoi benefici effetti. Andarono in rete Sansone, alla prima marcatura stagionale, e Taider. Quest’ultimo entrò praticamente in rete con la sfera, realizzando alla lettera uno dei punti fermi del gioco di Di Francesco: più volte, infatti, il tecnico pescarese ha affermato che quando possibile è bene entrare fisicamente in porta con il pallone. Un’esagerazione? Non è detto: del resto, chi punta al gioco offensivo anche a costo di prendersi più di un rischio non può andare molto per il sottile. In ogni caso è bene che domenica si entri al Bentegodi per segnare, in qualsiasi modo. E se deve essere spettacolo, spettacolo sia: l’importante è segnare un gol in più dell’avversario e centrare una vittoria esterna che manca dal 6 gennaio, quando il Sassuolo riuscì ad espugnare San Siro ai danni di quel Milan per cui proprio Verona fu fatale. Il Presidente Squinzi ci perdonerà, ma viste queste coincidenze meglio non seguire le orme dei rossoneri…almeno dalle parti dell’Arena.

di Massimiliano Todeschi

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Massimiliano Todeschi
Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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