martedì , 16 Aprile 2024
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Foto: sassuolocalcio.it

Agustín Álvarez: “A Sassuolo per imparare ciò che mi manca, i miei compagni giocatori eccellenti”

Agustín Alvarez Martinez ha parlato a TeleDoce, canale televisivo uruguaiano, raccontandosi in una intervista che ha toccato i temi del Sassuolo, dell’Uruguay e delle sue speranze. Abbiamo tradotto per voi le dichiarazioni del Canario, che riportiamo di seguito.

L’arrivo al Sassuolo è stato un momento incredibilmente positivo: È la mia prima esperienza in Europa, sono molto contento. Mi sto adattando a poco a poco e non sarà difficile. Il tema della lingua è forse un po’ complesso e sto imparando qualcosa. Capisco ciò che mi dicono però non so esprimerlo, è più complicato. Prima bisogna capire e poi più avanti penserò a parlare. Nel calcio però la lingua che si parla è la stessa, così che in campo tutti parliamo la stessa lingua e tutti giochiamo con le stesse regole”.

Sta già imparando molto da Dionisi: “Mi stanno insegnando alcuni movimenti vicino all’area. Qui si gioca molto fisicamente, i giovani sono molto meglio a livello fisico. Quindi mi chiedono di fare movimenti per provare a smarcarmi e guadagnare metri sulla difesa per poi convertirli in gol”.

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Agustin Alvarez Martinez: “A Sassuolo giocatori d’eccellenza, studio per capire come si allenano”

I compagni sono straordinari: Qui ci sono giocatori eccellenti, ce ne sono tre o quattro che giocano in Nazionale. La verità è che si allenano al 100% ed è lì che ti rendi conto del motivo per il quale sono arrivati a certi risultati. Scamacca è un attaccante molto potente, molto fisico, con grande definizione. Berardi ha un mancino incredibile. Aggancia e tira e fa andare il pallone là dove vuole che vada. Raspadori, poi… Sono giocatori eccellenti. Io provo a guardarli per capire come si allenano e cercare di raggiungere ciò che hanno raggiunto loro”.

Uno sguardo al passato: “Il Peñarol è tutto per me: è il club che mi ha formato e mi ha dato tutto, è come casa mia. Abbiamo avuto un 2021 eccellente, però l’inizio del 2022 non è stato lo stesso. Il mio ultimo semestre, anche se volevo dare il 100% in ogni partita, non è stato lo stesso…”

Obiettivo Qatar 2022: “Fare il Mondiale è forse la cosa che voglio di più però prima di tutto devo prepararmi qui, nel ritiro. Si tratta di un bel momento ma duro e so che mi manca ancora un po’ qualcosa fisicamente. Sento un po’ di differenza rispetto ai giocatori europei, ma in poco tempo conto di livellarmi. Quello che voglio è migliorare in quel poco che mi manca, salire di livello e poi quando arriverà il momento di giocare, fare minuti, scendere in campo e credere in me stesso. Poi a seconda di quello che farò qui, l’allenatore deciderà o meno se portarmi al Mondiale. Con le convocazioni a 26 ho un po’ di speranza in più”.

Infine un riferimento al nome: “Canario? Io sono di San Bautista, nell’Uruguay interno, nel dipartimento di Canelones… Sono ‘Canario’ perché vengo da questa zona”.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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