lunedì , 24 aprile 2017
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Un’altra “berardata”: così non va

Questo sito è curato e seguito da tifosi e simpatizzanti del Sassuolo. Gente che ha a cuore la squadra neroverde e che culla i propri talenti. Il più cristallino di questi è Domenico Berardi, che Canale Sassuolo e altri siti hanno sostenuto anche negli inevitabili momenti di difficoltà e di rendimento altalenante che possono caratterizzare la carriera di qualsiasi giocatore.

Fatta questa doverosa premessa, quanto accaduto domenica a Marassi non è in alcun modo scusabile né tantomeno giustificabile: affermare il contrario sarebbe un palese esercizio di disonestà intellettuale. Berardi, sulla scorta del pessimo esempio di altri esponenti del “genio e sregolatezza” quali Cassano e Balotelli, ha ancora una volta perso il lume della ragione con un fallaccio su Ansaldi dopo un contrasto senz’altro duro ma che chiunque abbia giocato a calcio in attacco può testimoniare di aver subìto centinaia di volte.

La spropositata reazione del numero 25 del Sassuolo, andato volontariamente con la gamba destra a colpire il basso ventre del difensore genoano, è stata sciocca, inutile e pure pericolosa. Si va dunque verso una pesante squalifica, che priverà Di Francesco del suo uomo di maggior talento, non certo nuovo a intemperanze di questo genere.

fonte: repubblica.it
fonte: repubblica.it

Un po’ di numeri. Negli ultimi tre campionati di Serie A Berardi risulta il giocatore con più affinità con i cartellini: ventisette gialli e tre rossi. Avete capito bene: un totale di trenta (30) cartellini sventolati sotto il naso di un attaccante, per tacere di quelli raccolti in Nazionale. E se pensiamo che il suo compagno di Under-21 Daniele Rugani, difensore centrale, nel corso delle 38 partite dello scorso campionato non è stato mai neppure ammonito c’è di che piangere lacrime amare. Lacrime che si trasformano in cupa disperazione se si considera che Berardi è una pedina inamovibile dello scacchiere di Di Francesco, mentre lo stopper ex Empoli scalda la panchina nelle fila della Juventus, chiuso dai vari Chiellini, Bonucci e Barzagli.

Se poi realizziamo che le sanzioni nei riguardi dell’attaccante calabrese sono in gran parte frutto di proteste e reazioni scomposte (ricordiamo ancora la gomitata a Jesus dello scorso campionato, ciliegina sulla torta del 7-0 in casa dell’Inter), l’insofferenza verso chi rischia fortemente di gettare al vento il suo talento per mere questioni caratteriali si fa quasi insostenibile. E ai limiti del possibile, a questo punto, è anche una convocazione da parte di Conte per l’Europeo francese del prossimo anno. Se già le possibilità erano molto ridotte, ora sono vicine allo zero.

Da diversi mesi le intemperanze di Berardi sembravano essersi intiepidite, ma evidentemente ci si era illusi. A parere di chi scrive, se al ritorno dalla sacrosanta squalifica Di Francesco volesse far assaggiare un po’ la panchina a Domenico non ci sarebbe nulla di male, anzi…sarebbe un prolungamento della suddetta squalifica che potrebbe contribuire a raffreddare i bollenti spiriti di un talento purissimo che sul versante della maturità ha ancora molto, moltissimo da imparare. Sempre che non sia già troppo tardi: il calcio italiano ha già perso per strada troppe stelle.

di Massimiliano Todeschi

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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