martedì , 12 dicembre 2017
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Sassuolo in alta classifica: non solo “squadra simpatia”

La Serie A (forse) sta cambiando. Questa, almeno, l’impressione che si può avere scorrendo la classifica dopo sei giornate. Fiorentina, Inter, Torino, Sassuolo, Lazio, Roma, Chievo, Atalanta: queste le prime otto posizioni. Nemmeno l’ombra del Milan, del Napoli e soprattutto della Juventus campione d’Italia. Tra le “grandi” (quantomeno per diffusione territoriale della tifoseria) nell’elenco di cui sopra figurano solo Inter, Lazio e Roma. Possiamo annoverare tra le squadre di prestigio anche Fiorentina e Torino, che hanno un passato glorioso e una lunga storia alle spalle. Ma risulta comunque chiaro che quel che si potrebbe prospettare in questa stagione è assistere ad un campionato davvero scoppiettante o, se non altro, non scontato.

Negli ultimi anni, fin dalle primissime giornate la tendenza era chiara: Juve e Roma a contendersi lo scudetto, le altre diligentemente dietro. Ora che alcune squadre, tra le quali il Sassuolo, stanno dimostrando di avere i numeri per mettere in difficoltà qualunque avversario, le carte sono sparigliate. E questo sembra mettere in difficoltà i media nazionali, che continuano a parlare di squadre come Sassuolo e Chievo anteponendo la parolina magica “miracolo”, o meglio ancora “favola”, quando sarebbe meglio parlare di “società serie”, “oculata gestione delle risorse”, “giocatori (magari italiani) di talento”.

C’è da dire che i mezzi di informazione devono rispondere al loro mercato, cioè agli spettatori o ai lettori. E, ovviamente, nel caso specifico agli appassionati di calcio, che in stragrande maggioranza tifano Juventus, Milan e Inter: proprio le squadre di cui più si parla sui quotidiani o nei notiziari sportivi. Questo però sta portando a situazioni paradossali, quali ad esempio decine di articoli e servizi che si concentrano su “cosa è mancato all’Inter” per battere la Fiorentina (non proprio l’ultima arrivata del calcio italiano), anziché dedicare attenzione al primato in classifica dei viola di Paulo Sousa. Sembra quasi che il vedere le solite squadre vincere sempre e comunque sia l’unico ordine delle cose possibile. Ma lo sport è bello anche perché è non solo vario, ma spesso imprevedibile.

fonte: sassuolocalcio.it
fonte: sassuolocalcio.it

Tornando in casa nostra, le “acrobazie” mediatiche con i neroverdi protagonisti sono state numerose: in caso di vittoria contro una squadra blasonata (ad esempio il Milan, vittima preferita dei neroverdi) l’attenzione è sempre maggiormente rivolta su cosa non hanno fatto gli avversari, anziché su quel di buono che ha realizzato la squadra vincente. Ragionamento che va naturalmente a ribaltarsi in caso contrario: dopo lo sciagurato 7-0 a San Siro contro l’Inter dello scorso anno, moltissimi salirono sul carro di Mazzarri, apparente vincitore del momento, salvo prodursi in una precipitosa marcia indietro quando tornò Mancini sulla panchina nerazzurra. In quel caso non si ipotizzò neppure per un attimo che il Sassuolo visto fosse troppo brutto per essere vero, cosa poi ampiamente dimostrata nel corso della stagione: vince lo squadrone, perde la squadretta di provincia, e cosa volte che sia…

Insomma, questo vento che sembra aver cambiato direzione dovrebbe portare, in prospettiva, anche chi si occupa di informazione sportiva “generalista” a capire che determinate gerarchie non sono poi così fisse ed immutabili: e meno male! Se una squadra si trova in testa alla classifica non può essere certo solo e soltanto a causa del fato avverso che ha colpito la “grande” di turno…e forse quella squadra, che in questo caso può avere una maglia neroverde, gialloblù o nerazzurra (ma non la prima che vi verrebbe in mente) non è solo e soltanto una “squadra simpatia”.

di Massimiliano Todeschi

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Massimiliano Todeschi
Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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