giovedì , 20 settembre 2018
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Reggiana-Parma e rapporto con il Sassuolo: intervista a Mauro Del Bue

Mauro Del Bue, direttore del periodico Regia Alè ed ex assessore allo sport del Comune di Reggio Emilia, è una delle figure più in vista tra i tifosi della Reggiana. Negli ultimi tempi le tensioni tra i granata e il Sassuolo Calcio si sono fatte serrate, in particolare su due aspetti: la sovrapposizione di Sassuolo-Inter con il derby dell’Enza Reggiana-Parma, incontri fissati dalle Leghe per il 18 dicembre prossimo, e l’acquisizione da parte della Società neroverde della Reggiana Calcio femminile.

Su queste tematiche il nostro Giuseppe Guarino ha raccolto il parere di Del Bue, che ringraziamo per la disponibilità confidando che i tifosi di Reggiana e Parma possano assistere ad un match atteso da moltissimi anni in un orario e in un giorno consoni alle loro aspettative.

Una parte della tifoseria granata non ha ancora digerito la presenza del Sassuolo a Reggio Emilia. Ma la società neroverde sta facendo davvero così tanti danni?

Il problema di fondo è legato all’acquisto dello Stadio, in un momento nel quale ero assessore allo Sport e sono venuto a conoscenza della possibilità di concedere lo stadio in affitto al Sassuolo.

Nel momento in cui si è parlato di acquisto dello stadio però l’amministrazione ha tentato di favorire la Reggiana, concedendole il credito. La notte prima della apertura delle buste si è saputo che la Mapei sarebbe intervenuta, superando l’offerta e aggiudicandosi l’asta.

Ora, io non voglio entrare nel merito della legittimità della cosa ma, trattandosi di uno stadio, ossia di un bene pubblico, ci si aspettava che la Mapei avvertisse la società e il comune prima di fare l’offerta. Tra l’altro molti tifosi hanno poi fatto ricadere le colpe su di me, sul presidente della Reggiana Barilli e sul ministro Del Rio – da poco non più sindaco di Reggio.

Da tifoso granata, come ha vissuto l’acquisizione dello Stadio da parte del Sassuolo, come un torto o come un’opportunità?

Non è stato un male, perché la Mapei ha speso soldi per uno stadio che sta diventando uno dei più belli d’Europa. Mapei ha fatto anche sponsorizzazioni per il calcio giovanile della Reggiana e quindi c’è questo segnale riguardante un lavoro sul territorio. Inoltre la Reggiana – come ha recentemente ricordato Piazza – paga molto poco di affitto e questo è un bene.

Per i tifosi ovviamente c’è una ferita rimasta aperta e che si è allargata ulteriormente con le questioni del Derby e della squadra femminile.

Tra le pagine dedicate alla Reggiana su Facebook solo la sua (Regia Alè) ha preso le distanze dagli episodi (chiodi gettati sul campo) del Mirabello prima della gara femminile. La Reggiana Femminile è tra le squadre più titolate d’Italia, diverse volte ha dovuto rinunciare alla Serie A per difficoltà di carattere economico. Più volte è stato chiesto all’AC Reggiana di sistemare il Mirabello, cosa che non è mai avvenuta e i lavori di adeguamento sono stati pagati dalla Fondazione Reggiana Femminile. In uno suo post lei ha scritto “Sono l’unico che affronta il problema dell’iniquità dell’uso gratuito del Mirabello da parte del Sassuolo femminile. E dell’inopportunità di farlo giocare lì in questo clima di tensione“. Premettendo che riteniamo a nostra volta che il Sassuolo femminile potrebbe giocare al Ricci, non dovendo sottostare ai regolamenti sugli stadi in vigore per la Serie A maschile, qual è la sua posizione a riguardo e in che modo dovrebbe essere gestita la convivenza al Mirabello tra squadra femminile, Reggiana e tifosi?

Vi ringrazio per la solidarietà. Non si capisce perché il Sassuolo femminile non possa giocare al Ricci, in uno stadio omologato e sito nel comune di Sassuolo. Venendo all’atto del lancio di chiodi, si tratta di un gesto sciocco e irresponsabile. Lo condanno nel modo più assoluto. Tra l’altro è un gesto che fa parlare solo dell’atto in sé piuttosto che dei motivi che lo hanno provocato, ossia l’uso dello stadio da parte del Sassuolo femminile a titolo completamente gratuito.

Reggiana-Parma è un derby che manca da oltre vent’anni e anche noi pensiamo che un evento simile non debba essere dirottato in un giorno infrasettimanale, tanto più alle 14:30. La questione in ogni caso sembra in via di composizione, la questura ha già dato l’ok per spostare la partita alle 20.30 di lunedì, mentre il Sassuolo ha chiesto di anticipare la sfida con l’Inter al sabato precedente. Ora dunque si attende che il match si possa spostare alla domenica, cosa che a nostra volta auspichiamo. Sappiamo che lei ha avuto qualche contatto con Carnevali a riguardo: qual è la situazione?

La disponibilità del Sassuolo e del suo amministratore delegato Giovanni Carnevali sono un segnale di apertura che potrebbe ricomporre la ferita di cui parlavo prima. Carnevali sta dimostrando grande disponibilità muovendosi in questa direzione, che è sicuramente un segnale di svolta.

L’idea di giocare la domenica, col Sassuolo che si muove in tal senso, sarebbe un gesto che la città di Reggio apprezzerebbe senza dubbio. Questo per noi tifosi della Reggiana – come per quelli del Parma – non è un derby ma IL DERBY. Lo aspettiamo da vent’anni.

Per fortuna l’idea di giocare alle 14.30 del lunedì sembra scongiurata e il questore – quello di Reggio così come quello di Parma – ha dimostrato una certa sensibilità facendo questa scelta. Se poi si riuscisse a giocare di domenica ci sarebbero una serie di benefici, soprattutto per quello che riguarda pubblico e tifosi.

La decisione finale spetta alle società coinvolte o, come immaginiamo, alle Leghe e alle tv?

È ovvio che la decisione finale dipende soprattutto dalla tv, dato che il programma originale con Sassuolo-Inter alle 12.30 di domenica è stato definito da Sky.

Un’altra ipotesi: non sarebbe più comodo per la Reggiana invertire il campo e giocare l’andata a Parma?

Il calendario non permette di invertire le partite per questioni di regolamento di Lega. Tra l’altro la questione non è così facile in quanto la partita tra Reggiana e Parma è all’ultima giornata. Alla fine del girone di andata conta poco, ma a maggio, all’ultima giornata di campionato, questo significherebbe concedere all’altra squadra la possibilità di giocare in casa una potenziale partita-promozione.

Una provocazione. È da fine agosto che si sa di questa sovrapposizione ma nessuno si è mosso per tempo, e con nessuno intendiamo la Reggiana.

Questa cosa è presente da agosto e sia Reggiana che Parma avrebbero dovuto muoversi prima, ma lo hanno fatto soltanto dopo il mio appello e la mia lettera, un po’ in ritardo dunque. Non ho capito bene il perché.

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