giovedì , 15 novembre 2018
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Paolo Cannavaro alla conferenza d’addio: “Porterò dentro di me le lacrime dei compagni e dei tifosi”

Paolo Cannavaro ha parlato questa mattina nella sua ultima conferenza stampa da giocatore del Sassuolo. Canale Sassuolo era al Ricci per seguirla. Ecco cosa ha detto il numero 28.

Il primo saluto è andato alla società: “In questa società mi sono sentito veramente a casa, in una gran bella famiglia. Lasciare non è facile, ma il desiderio e l’ambizione di fare quello che andrò a fare era troppo forte. Ringrazio il direttore Carnevali, il dottor Squinzi, Guido Angelozzi e il mister. Mi state dando una possibilità che non è semplice. Qui è prevalso il fattore umano, che io ho visto dal primo giorno. Questa è una cosa diversa rispetto ad altre società, un calore a 360 gradi, un’alchimia fantastica. Io adesso sto lasciando casa”.

La vita in Cina sarà una novità assoluta per Paolo: “Il Guangzhou è la società, ma la città sarà una novità per me. Mi sono preparato molto nell’ultimo periodo, per il resto ero concentrato a far bene col Sassuolo negli ultimi giorni. Per il resto, si vedrà nel ritiro pre-campionato. Passare da giocatore a collaboratore di un allenatore sarà difficile, ma è un privilegio che hanno avuto in pochi”.

Il rapporto con Fabio si riallaccia dopo tanti anni di separazione: “Ho vissuto poco con mio fratello. La vita ci ha diviso da giovanissimi e tornare a stare con lui non accadeva da tantissimi anni. Sono carico per questa nuova avventura. Il mio compito sarà di assistere Fabio come collaboratore tecnico e allenare la squadra delle riserve. Sarà difficile vedere le partite in tv. Non mi mancherà il campo perché la decisione è stata mia. Mi mancherà tanto però vivere i miei compagni, specie i ragazzi fantastici che erano qua”.

Quando gli abbiamo chiesto qual è stato il momento più bello e quello meno bello della sua avventura neroverde, Paolo non ha dubbi:Senza ombra di dubbio il più bello è stato la salvezza del primo anno. Salvarsi in quel modo, con una giornata di anticipo era veramente difficile. Il momento meno bello è stata l’eliminazione dall’Europa League, che per via di troppi infortuni non ci ha permesso di disputarla come avremmo voluto. La sfida scudetto la guarderò da lontano, con una sola speranza e sapete qual è, è inutile che la dico”.

cannavaro lascia il calcio
foto: Sassuolo Calcio

Paolo è stato parte integrante del percorso di crescita del Sassuolo: “Nel mio contratto del 2014, con 17 punti in classifica c’era il premio che prevedeva la qualificazione in Europa League. L’ambizione della società è stata sempre quella. Non è una cosa arrivata per caso. Questa crescita del Sassuolo è una cosa programmata, un progetto convincente. I fatti ci hanno dato ragione. Loro hanno creduto in me, io in loro”.

Paolo lascia l’affetto di tanti compagni: La fotografia che mi porterò dietro sono le lacrime dei miei compagni. Le porterò dentro di me. Il calcio finisce ma la vita continua. Spero di aver lasciato una cosa ai ragazzi che ho incontrato sulla mia strada: io sono sempre venuto in campo con la stessa voglia di quando ero bambino. Non mi è mai pesato fare allenamenti, ritiri e trasferte. Questo mi ha consentito di giocare fino a questa età a questi livelli. Spero di lasciare questo”.

Un saluto va ai tifosi: “Ho trovato un tifo che mi ha accolto bene. Numericamente parlando è impossibile fare paragoni con altre realtà. Ma ieri ho salutato delle persone e ho visto piangere anche loro. Le lacrime non sono mai versate a caso. I tifosi del Sassuolo hanno capito che avevo un filo con Napoli, impossibile da staccare. Loro lo hanno accettato e questa cosa mi ha reso felice. Mi hanno voluto bene anche se il mio cuore era da tifoso del Napoli, anche quando mi hanno omaggiato al San Paolo. Loro mi hanno capito e rispettato. Io li ringrazio anche per questo”.

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All’Olimpico, si chiuderà quindi la storia tra Cannavaro e il Sassuolo: Sabato sarà la mia ultima partita, a Roma. Saluterò Di Francesco. Incontrerò un allenatore che ho stimato tantissimo, uno di quelli che mi ha acceso la lampadina per cominciare ad allenare. Al di là del rapporto eccezionale che ho con lui ed il suo staff, spero che sia un esempio che seguirò in futuro”.

Non ci sarà una partita d’addio, ma Paolo non ha dubbi sul più forte compagno avuto a Sassuolo: Non sono per gli addii, l’addio è sabato a Roma, sabato scorso lo è stato al Mapei Stadium, ai miei tifosi. Sabato saluterò tutti quelli che mi hanno amato. Non farò una partita di addio. Il giocatore più forte nel Sassuolo è, per forza, il capitano Magnanelli: è un esempio, un ragazzo con dei valori e dei principi. Ho conosciuto un ragazzo che merita tutta la stima possibile”.

Infine, un piccolo consiglio a Carnevali: Goldaniga mi è stato accostato. Vi assicuro che è un giocatore affidabilissimo e pieno di qualità. Ha giocato con tanti club anche se è giovanissimo. Io proporrei di dargli fiducia prima di acquistare qualcun altro”.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Da Benevento si è innamorato dei colori del Sassuolo. Giornalista pubblicista e laureato in Relazioni Internazionali, scrive con passione del mondo neroverde.

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