venerdì , 26 maggio 2017
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Niente punti…nemmeno di sutura

Certo, è la quarta sconfitta consecutiva. Difficile essere ottimisti. Ma considerando che gli ultimi incontri hanno visto il Sassuolo al cospetto di squadre che rispondono al nome di Fiorentina, Napoli, Lazio e Juventus…la pillola è un attimo più dolce da ingoiare, soprattutto se si pensa che nel fortino dei campioni d’Italia si è riusciti a sfoderare una prestazione di grande cuore, cedendo la posta in palio con un minimo scarto e solo negli ultimi minuti dell’incontro.

Quindi il bicchiere può senza dubbio essere considerato “mezzo pieno”, anche perché (l’affollamento dell’infermeria lo dimostra) non risultano nuovi infortunati e la tenuta fisica della squadra è apparsa complessivamente buona, fatto salvo il calo generalizzato dell’ultima frazione di gara: d’altra parte, dopo più di un’ora di sacrifico e di corsa era inevitabile che Magnanelli e compagni dovessero tirare un po’ il fiato.

Altra nota indubbiamente positiva è la riuscita dell’esperimento che ha visto Peluso centrale difensivo a fianco di Acerbi: l’ex bianconero ha reso la vita davvero difficile a Morata e ha ben tenuto la posizione, pur in un ruolo non suo e dopo diverse settimane di inattività causa (manco a dirlo) infortunio.
Convincente anche la prestazione di Vrsaljko, un altro rientrante che ha portato a casa una prestazione positiva. Dal canto suo il centrocampo neroverde, con il ritorno del capitano, ha fatto da buon argine alla pressione di una Juventus che ha faticato non poco, per lunghi tratti della partita, a trovare sbocchi.

Sul versante dell’attacco si registra un solo tiro nello specchio della porta, una punizione telefonata di Sansone su cui Storari, che sostituiva Buffon influenzato, nulla ha avuto da temere: gli avanti emiliani, pur a secco da tre partite, hanno comunque sfoderato una prova generosa anche in fase di copertura.

foto: repubblica.it
foto: repubblica.it

Forse Di Francesco avrebbe potuto osare di più (come del resto abbiamo già affermato nelle nostre pagelle), inserendo Lazarevic qualche minuto prima per cercare di dare maggiore velocità alla manovra in un momento in cui anche i bianconeri pagavano la stanchezza accumulata: ad ogni modo il mister ha dimostrato di saper mettere in campo egregiamente la squadra e di cercare sempre di costruire gioco, mettendo spesso in confusione gli avversari e, a tratti, innervosendoli (Lichtsteiner e Pogba ne sanno qualcosa).

Ora si deve guardare al prossimo filotto di partite sulla carta ben più abbordabili (Parma, Empoli, Chievo, Atalanta) e raccogliere punti sufficienti a garantirsi la tranquillità. Si comincerà domenica accogliendo al Mapei Stadium i crociati che, pur sul fondo della classifica e nel pieno di una crisi societaria dai risvolti drammatici, hanno dato dimostrazione di poter dire ancora qualcosa sul campo.
Lo 0-0 con l’Atalanta, diretta concorrente per la salvezza, è un segnale che il Sassuolo non deve assolutamente sottovalutare. Ma gestendo la partita con l’ultima della classe nello stesso modo in cui si è tenuto testa alla prima, le soddisfazioni (e i gol) torneranno. Scommettiamo? 

di Massimiliano Todeschi

foto copertina: repubblica.it

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Massimiliano Todeschi
Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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