mercoledì , 29 marzo 2017
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L’Importanza di chiamarsi…Berardi

Ci risiamo: Berardi c’è cascato un’altra volta, Mimmo ha quel brutto vizietto di non riuscire a non reagire.

Fuori dal campo appare una persona schiva,  fatica a parlare davanti ai microfoni, le sue interviste spesso sono dei monosillabi alle domande poste dai giornalisti ma in campo Domenico Berardi porta all’estremo il suo nervosismo. Certo, viene tartassato dai difensori ma né più né meno dei compagni di reparto Sansone e Zaza: per gli attaccanti prender calci dai difensori è all’ordine del giorno, spesso sono calcetti vigliacchi ma le botte dalla Serie A all’Eccellenza si danno e si prendono sempre e comunque. Quello che non va giù sono le vigliaccate come la gomitata rifilata ieri a Juan Jesus, è la terza in poco più di un anno e mezzo.

All’alba della scorsa stagione Berardi fu squalificato 3 giornate per una colpo alla nuca rifilato a Ceccherini nell’ultima partita del campionato di Serie B contro il Livorno, come dimenticare invece la gomitata rifilata a Molinaro contro il Parma che costarono altre 3 giornate di squalifica?

mimmo-berardiI 3 avversari colpiti hanno tutti il minimo comun denominatore di non esser degli stinchi di santo – lo stesso Juan Jesus nell’azione incriminata aveva rifilato un pugnetto allo stomaco dell’attaccante neroverde –  ma appare evidente che Berardi non sappia resistere alle provocazioni. E’ una caratteristica su cui Di Francesco dovrà lavorare alacremente perché non si discutono le potenzialità tecniche dell’attaccante calabrese ma appare molto fragile dal punto di vista caratteriale, basta poco per farlo innervosire.

Ce n’eravamo accorti anche nell’amichevole a Carpineti contro la Pro Piacenza quando, ricevuto un calcetto da dietro da un avversario, si girò senza guardar nemmeno la palla tentando di restituire il maltolto al difensore. Fortunatamente non lo prese e l’arbitro chiuse giustamente un occhio vista la tipologia di partita ma era un evidente campanello d’allarme, cui colpevolmente Di Francesco non ha mai messo una pezza.

Seppur con le debite differenze Berardi ricorda molto da vicino un altro talento italiano, quel Mario Balotelli dotato di classe sopraffina ma che spesso fa parlar di sé in negativo. Berardi ha ancora tempo per raddrizzare queste spigolature del suo carattere ma lo si deve fare piuttosto in fretta per non farlo rimanere una grossa incompiuta.

Ora lo aspettano almeno 3 giornate di squalifica e sicuramente dopo averle scontate Di Francesco gli concederà la panchina per un altro paio di partite: il Mister è apparso molto scontento nelle sue dichiarazioni ai giornalisti e siamo sicuri che vista la recidività dell’attaccante neroverde vedersi accantonato per qualche partita non gli farà male, anzi.

 

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