domenica , 18 novembre 2018
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I numeri di Spal-Sassuolo: cambiano i singoli ma l’anima è la stessa

Dopo sei giornate è lecito essere piacevolmente sorpresi dall’imprevedibilità a cui ci ha abituato mister De Zerbi in occasione della presentazione delle formazioni ufficiali, e soprattutto dal fatto che ognuna di esse abbia dato ragione alle sue scelte. La giornata di ieri è forse quella più emblematica, quella che ha sciolto ogni dubbio sul fatto che tutti siano estremamente sul pezzo, motivati e pieni di quella voglia di divertirsi che il mister richiama spesso.

foto: sassuolocalcio.it

De Zerbi ha spiazzato un po’ tutti lasciando in panchina, al “Paolo Mazza” contro la Spal, quello che poteva essere definito “tridente titolare”, composto da Di Francesco, Boateng e Berardi, lasciando intendere che in questo Sassuolo tutti possono e devono ritenersi potenziali titolari, innescando quella sorta di competizione capace di mettere in difficoltà l’allenatore nel prendere le sue scelte. Djuricic, Babacar e Boga si sono fatti valere al pari dei compagni, e sono andati a comporre quel 3-4-3 che aveva già dato buoni frutti nella pazza partita contro il Genoa (terminata 5-3 per il Sassuolo). Matri è entrato in campo quando ormai il cronometro era agli sgoccioli (minuto ’87), trovando comunque il tempo di colpire un palo clamoroso e di segnare il gol del raddoppio; questa è la dimostrazione lampante dell’ottima gestione di un gruppo nel quale tutti si sentono ugualmente importanti, compresi coloro che trovano meno spazio, vedendo lo scarso minutaggio non come un limite ma come uno stimolo.

Spal-Sassuolo, un’inedita sfida di alta classifica (le due squadre si giocavano nientemeno che il terzo posto), nella quale i neroverdi hanno dominato su quasi tutti i fronti, in primis quello della qualità del gioco espresso. Analizzando le statistiche della gara si evince che seppur i padroni di casa abbiano avuto la meglio nel possesso palla (53% contro il 47% del Sassuolo), hanno prodotto un numero molto inferiore di pericoli alla porta avversaria: il Sassuolo ha tirato verso la porta ben 10 volte di cui 5 nello specchio ed altrettanti fuori, mentre i bianco-azzurri hanno contato 6 tentativi, dei quali soltanto due hanno minacciato lo specchio di porta difeso da Consigli, in particolare in una circostanza da palla inattiva (la più nitida occasione ottenuta da corner sulla quale Consigli ha salvato il risultato). I più pericolosi del Sassuolo si sono dimostrati Babacar e Matri con due tiri in porta, seguiti (con uno) da Adjapong, Boga e Djuricic, quest’ultimo autore dell’assist per il gol dello 0-2 di Matri. Sassuolo che ha superato gli avversari nel conteggio dei corner battuti: 7 a favore e 6 contro; dei legni colpiti: 2 pali di cui uno ha portato al gol del raddoppio. Neroverdi pescati 4 volte in offside contro le 5 degli avversari.

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Squadre che si sono più o meno equivalse per quanto concerne la precisione nella manovra di gioco con l’85% di passaggi riusciti per entrambe. Dato controcorrente quello relativo alle palle perse: il Sassuolo conferma qualche svarione difensivo contando 32 palle perse (fortunatamente molte delle quali in zona avanzata del campo), contro le 29 perse dalla Spal. Neroverdi che hanno saputo però recuperare un numero maggiore di palloni (25 di cui 5 da Magnanelli) rispetto agli avversari (23).

Il Sassuolo ha commesso 12 falli subendone 15, la Spal ha picchiato più duro commettendone 16 e subendone 12. Partita però molto corretta dal punto di vista disciplinare: l’unico ammonito nel corso di tutta la partita è della Spal, ovvero l’ex Sassuolo Jasmin Kurtic (uscito successivamente dal campo per un problema serio al gomito sinistro).

Sono dunque numerosi gli aspetti che continuano a far ben sperare per il futuro, proprio quegli aspetti che poche settimane fa necessitavano di conferme stanno progressivamente dimostrandosi certezze e questo Sassuolo, se riuscirà a mantenere i piedi ben saldi a terra e la voglia di stupire divertendosi, potrà togliere numerose soddisfazioni a sé stesso e ai propri tifosi.

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Riguardo Andrea Manderioli

Andrea Manderioli
La favola del Sassuolo lo ha fatto appassionare al calcio. Possiede un archivio personale di dati statistici da lui raccolti e organizzati sul Sassuolo dell'era Mapei. Blogger e collaboratore presso un giornale locale con la passione di raccontare il mondo neroverde anche attraverso i numeri.

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