venerdì , 19 aprile 2019
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Verso Sassuolo-Juventus, De Zerbi (quasi) come Allegri

Ora, io non mi capacito. La Juventus, squadra vincitrice degli ultimi sette campionati e che si accinge a trionfare per l’ottava volta, considerata tra le più forti d’Europa, si ritrova da anni una tifoseria critica nei confronti di Massimiliano Allegri, l’allenatore capace di condurre la squadra a simili traguardi.

Se restringiamo il campo a Sassuolo, c’è Roberto De Zerbi. Un uomo che sembra in grado di riportare la compagine neroverde in un ruolo che storicamente non le compete ma che è stato già raggiunto in una sola occasione grazie a una società lungimirante e all’opera di Eusebio Di Francesco.

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Che il Sassuolo di De Zerbi sia una grande squadra lo si legge sulla carta e anche in campo. Un’ottima formazione che ama il rischio di prendere gol troppo facilmente e, più che altro, ha il difetto di segnarne pochi. Però una squadra che dopo l’inaspettata partenza-lampo del suo uomo-attacco di riferimento ha rifilato tre reti assolutamente non scontate al Cagliari.

Quanto a De Zerbi, a differenza di Allegri il tecnico lombardo ha ancora tutto da dimostrare. I quasi miracoli di Foggia e le belle partite di Benevento d’altronde non sono che ricordi flebili che fanno solo versare qualche lacrimuccia ma che non aggiungono molto al curriculum di un uomo vero, che a Sassuolo ormai amiamo od odiamo senza mezzi termini.

allegri de zerbi

Come Allegri De Zerbi non gode dei favori di tutta la piazza

Come Allegri De Zerbi non è visto di buon occhio da tutta la piazza. Poco importa se confrontiamo le poche migliaia di tifosi neroverdi ai milioni di supporters bianconeri. Come Allegri, De Zerbi viene considerato incapace di utilizzare il materiale umano che ha a disposizione. E anche qui poco importa se parliamo di Cristiano Ronaldo piuttosto che di Manuel Locatelli.

Un po’ come se la Juventus domani prendesse De Zerbi come tecnico.

Il confronto Allegri-De Zerbi, d’altronde, è un vaneggio del lunedì. E come tale sta in piedi soltanto nella mente poco lucida d’un libero professionista al rientro lavorativo dopo una settimana di vacanza durante la pausa pranzo. Una bestemmia alla messa di Natale, per molti.

Per chi invece si ricorda che la storia non consiste soltanto nel raccontare il passato ma anche nei piccoli passi che ogni giorno si fanno per costruire il futuro, sarà semplice ricordarsi di quando una ex mezzala di Cagliari, Pescara e Napoli approdò nel Distretto. Quel giocatore ritiratosi da qualche anno per fare l’allenatore si chiamava Massimiliano Allegri. E pochi ricordano che il primo campionato non lo ha vinto sotto le stelle bianconere di Torino, ma sotto le piastrelle neroverdi di Sassuolo.

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allegri sassuolo
Massimiliano Allegri (C), allenatore del Sassuolo, posa per una foto con Nereo Bonato (S) e Giovanni Rossi nel giorno della promozione in Serie B della squadra emiliana.
ANSA/ELISABETTA BARACCHI
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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Da Benevento si è innamorato dei colori del Sassuolo. Giornalista pubblicista e laureato in Relazioni Internazionali, scrive con passione del mondo neroverde.

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