martedì , 23 aprile 2019
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Al Mapei Stadium l’ennesima figuraccia, ma dagli spalti non dal campo

Pubblichiamo, perchè condividiamo, lo sfogo di un tifoso del Sassuolo il giorno dopo Sassuolo-Spal. Marco, questo è il nome del tifoso, ha scritto una lettera aperta sul proprio profilo Facebook, i “destinatari” di questa missiva sono quei tifosi che evidentemente hanno confuso il Sassuolo con la Juventus e quindi guai a perdere una partita, guai a soffrire, guai a sbagliare un gol. 

Questa squadra ha bisogno di sostegno, sempre e comunque, il “non tifo” non aiuta nessuno. Vi invitiamo a leggere il pensiero di Marco e a fare le dovute riflessioni.

Ieri ennesima figuraccia al Mapei Stadium.
Della squadra? No di certo: dei soliti “tifosi” ai quali piace giocare a fare gli ultras.

E’ ormai tradizione, quando gioca il Sassuolo, che, se dopo 15 minuti non siamo sul 3-0 con gol di tacco e doppia rovesciata, si incominci la litania delle contestazioni. Si prendono di mira, di solito in maniera totalmente casuale, alcuni giocatori e, ovviamente, il mister, e si continua per tutta la durata del match.

Ieri apoteosi con qualche insulto a Odgaard, 19 anni, all’esordio in serie A! Matri naturalmente insultato a prescindere dall’impegno: prima del cambio era piegato in due dalla fatica, cosa deve fare di più oltre a dare tutto e a comportarsi da perfetto professionista (entrare a 15 dalla fine ad Empoli sullo 0-3 e non battere ciglio è una cosa non scontata)? Capisco che un calciatore professionista dovrebbe astenersi dal discutere con i “tifosi”, ma siccome sono ragazzi, milionari ma ragazzi, comprendo che possano saltare i nervi. Giocare, dando tutto quello che si ha, sentendo improperi, bestemmie, prese in giro, lamentazioni, è difficile ed irritante.

A fine partita, come è ormai consuetudine, alcuni personaggi che si sentono, come detto, capi curva (in realtà scapperebbero anche davanti a Paolino il magazziniere), si arrampicano in modo scimmiesco sulle transenne e urlano frasi scomposte alla squadra accompagnandosi con gesti di sfida verso i nostri calciatori. Bene ha fatto Magnanelli a rispondere a tono (come fece a suo tempo Boateng) ai suddetti senza-cervello (leoni solo perché c’è un fossato che li divide dal campo, al Ricci non ci vanno di certo).

Il Sassuolo Calcio è da 6 anni in serie A, e, a parte l’anno magico della Europa League (sesti) e l’anno difficile dell’esordio (diciassettesimi), è arrivato due volte 11° e due volte 12°. E’ la nostra caratura, abbiamo infatti l’11° monte ingaggi della serie A.
E quest’anno che le contestazioni sono continue dove siamo? Undicesimi! Le scene viste sia con l’Atalanta che ieri non si vedono neanche quando una squadra è ultima in classifica.
E’ una vergogna.

Oltre a non fare tifo ci facciamo compatire. La mia filosofia di tifo è che fino al 90° si sostiene la squadra: TUTTA. In particolare i giocatori più in difficoltà: sottolineare con i mugugni gli errori di Babacar non serve a niente, anzi, peggiora le cose. A fine partita, se uno non è soddisfatto, esprime il suo disappunto in maniera civile. Chi vuole sempre vincere può tenere la Juve o il PSG, noi siamo il Sassuolo.

Abbiamo alle spalle una società sana che sta investendo milioni di euro, con i bilanci in ordine, che fa di tutto per portare gente allo stadio, che, comunque, ha dei limiti alle spese dovuti al Fair Play Finanziario (quindi avere dietro la Mapei serve, ma fino ad un certo punto), che non fa una minusvalenza neanche per sbaglio, eppure anche lì critiche a non finire a Carnevali, Boh, a me sembra di sognare. Personalmente mi bacio i gomiti ad avere dirigenti di questo livello.

Fossi Squinzi sarei veramente scoraggiato ed irritato, anche perchè la nostra unica forza è essere la squadra simpatia (come confermato dai recenti sondaggi) e scene come quelle delle ultime partite causano danni di immagine gravissimi.

Tra l’altro ieri bellissima presenza dei ragazzi con i tamburi, non ricordo di che scuola di musica, che ci hanno fatto da supporto e anche ho visto tanti ragazzi a metà curva che cantavano e sembravano un embrione di gruppo di tifosi. Era l’occasione per creare una situazione di coinvolgimento e divertimento, invece devo vedere il Capitano incazzato, giustamente, e Missiroli che mestamente entra negli spogliatoi.

di Marco Medici

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